L'aveva annunciato su Kodami e poi l’ha fatto. Il sindaco di Recoaro Terme, Armando Cunegato, ha rimesso le mani sull’ordinanza emanata lo scorso 29 marzo in cui intendeva regolamentare l’abbaiare continuo dei cani e ora l'ha modificata. Con una nuova ordinanza, emessa il 26 maggio, l’ha infatti parzialmente revocata. Rimane in piedi il divieto di dare fastidio con un abbaiare continuo. Se ciò avviene, i compagni umani ne pagano comunque una sanzione.

La retromarcia è però parziale. Restano in vigore, infatti, concetti di fatto scorretti dal punto di vista etologico, come parlare da una parte di benessere animale e poi dall'altra sottolineare che «la qualità della vita umana è imprescindibile rispetto a quella degli animali». E si continua a ordinare, tra l'altro, di procedere con «corsi di addestramento anti abbaio secondo le teorie del condizionamento». Teorie, ormai superate da un bel po'.

Nel nuovo documento il sindaco ordina «la revoca parziale con decorrenza immediata della propria ordinanza n.24 del 29.3.2021 recante ‘abbaio continuo dei cani, disturbo alla quiete pubblica» togliendo dal testo le parole «di dotare, in caso di insuccesso educativo, l’uso di dispositivi anti abbaio, disponibili nel mercato specializzato, assolutamente innocui che non producono stress e non comportano nessun rischio di scottatura o dolore per l’animale», confermando però il resto dell’atto.

Con l’ordinanza di fine marzo il sindaco Cunegato emanava alcune disposizioni per cercare di prevenire l’abbaio continuo dei cani, in modo particolare nelle ore notturne. Con questo nuovo atto il primo cittadino ha preso atto di tutta una serie di rilievi pervenuti dall’Albo dei medici veterinari di Vicenza, dalla Lega nazionale per la difesa del cane, dall’Ente nazionale protezione animali perché l’indicazione dei dispositivi anti-abbaio, «pur consentita dalla legge, rischia tuttavia di indurre i proprietari dei cani all’abbandono degli stessi» o a «ricorrere all’uso di metodologie che rischiano di compromettere il benessere del cane». Questi strumenti, seppur legali, erano stati al centro dell'approfondimento "Sfrutteresti il tuo cane per soldi facendolo diventare una star?".

Il primo cittadino aveva ammesso di essere arrivato all’ordinanza anti-abbaio su stimolo di una sua concittadina, infermiera all’ospedale, infastidita per i troppi rumori che provenivano da un cane vicino a casa sua. «C’è stata un’errata interpretazione della mia ordinanza che era rivolta alla salvaguardia del benessere dei cani oltre che delle persone», aveva spiegato il sindaco Cunegato.

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