Stimare la popolazione di lupi (Canis lupus italicus) in Italia è un'impresa davvero ardua dato che la specie è molto elusiva e quindi davvero difficile da incontrare. È proprio questo infatti il motivo per cui il Ministero dell'Ambiente ha dato nel 2018 un mandato all'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per censire la distribuzione e la consistenza del lupo a livello nazionale. L'obiettivo è quello di effettuare la prima stima accurata e omogenea in tutta l'Italia, dalle Alpi fino alla Calabria, attraverso un monitoraggio coordinato su tutto il territorio italiano.

Il piano di monitoraggio consiste in diverse fasi: la cosiddetta "fase 1" ha avuto inizio a ottobre 2020 ed è terminata da poco, il 31 marzo 2021. Questa rappresenta probabilmente la parte più impegnativa e consiste nella raccolta dei dati sul campo seguendo precisi protocolli operativi omogenei. Per studiare la modalità di campionamento l'ISPRA ha messo insieme infatti tutti i maggiori esperti di lupo sia a livello nazionale che internazionale.

Ma non solo: è stato anche creato il Network lupo, una rete di connessione tra diversi enti territoriali e ben 40 associazioni tra cui Wwf, Cai, Legambiente, Lipu, Aigae, in collaborazione con i Carabinieri Forestali. L'ISPRA ha infine coinvolto nel Network anche nove università e stipulato una convenzione con il progetto LifeWolfAlps, che si è occupato del monitoraggio nelle regioni alpine e sull'Appennino Ligure-Piemontese, e con Federparchi.

Al campionamento hanno partecipato circa 3.000 persone che hanno ispezionato 1.000 celle di dieci chilometri quadrati collocate in tutta Italia e percorse dagli operatori secondo tragitti ben precisi, chiamati "transetti", in modo tale da rendere il campionamento standardizzato. Lungo questi transetti, di 22.000 chilometri in totale, gli operatori hanno documentato tutte le tracce che attestano il passaggio del lupo, come ad esempio gli escrementi rilasciati. Ecco il video dell'ISPRA che illustra il piano di monitoraggio:

Adesso comincia invece la seconda fase del progetto, che consiste nell'analisi genetica dei campioni raccolti ad opera del laboratorio ISPRA a Ozzano, in provincia di Bologna. Una volta terminate, sui dati estrapolati verranno successivamente effettuate le analisi statistiche e i risultati verranno poi presentati e illustrati alla fine del 2021. Manca poco quindi per poter finalmente rispondere alla domanda "Ma quanti lupi ci sono in Italia?".