Hogwarts Legacy, futuro titolo ambientato nel mondo di Harry Potter, in uscita il 10 febbraio per Playstation 5 e Xbox series X, è sicuramente fra i videogiochi più attesi di quest'anno.

Ad attrarre però maggiormente i giocatori non sarà una trama ispirata ai libri di J.K. Rowling. La scrittrice come è noto infatti è impegnata nel proporre allo studio Warner Bros il finanziamento della produzione del quarto e penultimo capito della saga di Animali Fantastici, che secondo aggiornamenti ufficiosi con difficoltà vedrà l'uscita repentina al cinema. Ciò che rende Hogwarts Legacy molto atteso e attraente per il pubblico è la possibilità di girovagare all'interno e all'esterno della scuola di Hogwarts, frequentando le lezioni in un periodo antecedente le avventure di Harry descritte nei libri, ed esplorare il castello divenuto esso stesso un simbolo della magia in tutto il mondo.

Fra le proposte ludiche che gli sviluppatori del gioco hanno voluto però incrementare, al di là degli scontri fra maghi che già si sa ci saranno, è balzata all'orecchie dei fan la possibilità di studiare e prendersi cura delle creature magiche, in maniera simile a come immaginato nei film. Ci si potrà dunque dedicare alla tutela della fauna mitologica, seguendo le orme di personaggi come Newt Scamander e Rubeus Hagrid, rispettivamente il protagonista della serie di Animali fantastici e uno dei personaggi più amati dell'intera saga principale.

La possibilità di collezionare gli animali, per quanto fantastici, all'interno di una sorta di zoo, potrebbe far storcere il naso però a molti. Sono infatti recenti le ultime critiche della PETA all'industria dei videogiochi. E come ogni altra uscita in cui è possibile gestire animali, se proprio dobbiamo considerare valevoli le critiche dei più puntigliosi animalisti che credono che il collezionismo digitale alla Pokemon possa stimolare nella mente dei videogiocatori il desiderio di acquistare animali esotici o di maltrattarli per diletto, qui cercheremo di spiegare perché una feature così semplice possa non solo migliorare l'esperienza di gioco in Hogwarts Legacy, ma indurre anche le persone a prendersi maggiormente cura dei propri amici animali.

Magizoologi nella finzione, per divenire buoni Pet mate nella vita reale

Partiamo dalla descrizione di ciò che sarà possibile fare nel videogioco. In Hogwarts Legacy si può interpretare uno studente del quinto anno che è costretto a recuperare tutte le lezioni degli anni precedenti poiché si trova ad iscriversi per colpa dell'età ai corsi di magia partendo proprio dalla classi avanzate. Tra le diverse lezioni che si potranno svolgere, ci saranno anche quelle di "Cura delle Creature Magiche" che, in breve, sono simili ai corsi di zoologia e conservazione della natura che è possibile frequentare nella realtà nelle facoltà di Scienze naturali dell'università "babbane".

Proprio a seguito della grande presenza di creature magiche sperdute attorno al castello di Hogwarts, non appartenenti alla fantaecologia dell'ecosistema scozzese (dove è ambientata la nota scuola di magia), il giocatore potrà così trovare ed aiutare gli animali magici, "collezionandoli" in modo tale da riportarli nella Stanza delle Necessità – luogo famoso presente nel castello – per ricreare un giardino zoologico dove tutte le creature possano convivere senza pericolo. Qui potrà prendersene cura e attendere che qualcuno (si pensa il preside o il professore di Cura delle Creature Magiche) possa sostituirsi al giocatore verso la fine del gioco per riportare gli animali nel loro habitat naturale.

Come hanno presentato il videogioco quindi non si intravede la possibilità di utilizzare le creature per eventuali scontri, né gli sviluppatori hanno comunicato che gli animali sono dei semplici animali a servizio del maghetto che si interpreta. Per onestà, non possiamo escludere che qualche Ippogrifo o Thestral possa aiutare il giocatore nel combattimento, ma queste creature probabilmente parteciperebbero agli scontri non perché forzati dal loro "padrone", come accadeva all'interno della saga anche nei confronti degli elfi domestici, ma per il senso di amicizia che queste creature possiederanno nei confronti del personaggio che si sta personificando.

Alla fine, all'interno del giardino zoologico che ci è stato presentato all'interno della Stanza delle Necessità, sarà possibile interagire con gli animali non solo da un punto di vista ludico ma anche pedagogico ed istruttivo. Sarà infatti possibile pulire gli animali, disporre le loro aree di toys, piantare alberi e rocce per permettere loro di ambientarsi in attesa che raggiungano casa. In maniera similare a quanto visto nell'avventure del magizoologo Scamander sarà possibile inoltre nutrirli, farli riprodurre e proteggerli nei confronti dei bracconieri/maghi oscuri interessati alle loro proprietà magiche. E per quanto fantasioso, si potranno studiare gli animali anche da un punto di vista scientifico, utilizzando un sistema di classificazione che si rifà alla ben nota tassinomia linneana.

Questo permetterà ai giocatori – soprattutto quelli più piccoli – di imparare ad interagire con le creature magiche in maniera similare a quanto fatto da altre produzioni videoludiche (come Nintendo Dogs o Planet Zoo), che avevano lo scopo non solo di divertire i propri acquirenti, ma anche di educarli al rispetto delle altre forme di vita, senza banalizzare il rapporto empatico che si può andare a creare fra essere umano, gli animali domestici e anche le specie selvatiche.

D'altronde è da una decina di anni che gli psicologi discutono su come la gamefication possa influenzare in modo significativo il comportamento umano. Ed è importante sottolineare come i titoli che spesso applicano un sistema di ricompensa intrinseco, attraverso il completamento di alcune attività, l'esplorazione e il compito di alcuni obiettivi, sono risultati quelli che nel tempo hanno dimostrato d'impartire maggiori informazioni e comportamenti ai videogiocatori. Come infatti scritto nel libro "Reality Is Broken", Jane McGonigal – nota game designer americana – commenta questa situazione affermando «gli sviluppatori di giochi sanno meglio di chiunque altro come ispirare uno sforzo estremo e premiare il duro lavoro. Sanno come facilitare la cooperazione e la collaborazione su scale prima inimmaginabili».

Hogwarts Legacy ci permetterà d’imparare a prenderci cura delle creature magiche, anche attraverso attività semplici che potremmo eseguire ipoteticamente anche sui nostri animali domestici
in foto: Hogwarts Legacy ci permetterà d’imparare a prenderci cura delle creature magiche, anche attraverso attività semplici che potremmo eseguire ipoteticamente anche sui nostri animali domestici

Così c'è motivo di credere che la gamification proposta in Hogwarts Legacy, come in altri giochi in cui è possibile interagire positivamente con animali, possa svolgere un ruolo particolarmente importante anche nel futuro della conservazione della specie. In parte perché l'industria dei videogiochi è divenuta per milioni di persone uno dei mezzi più semplici da utilizzare per entrare in contatto con il mondo (ricordiamoci infatti che sfortunatamente sono sempre di meno le persone che possono godersi l'esperienza di fare un giro in natura all'aria aperta o di partecipare ad un progetto di conservazione della fauna, perché la maggioranza crescente delle persone vive in contesti urbani dove occorrono ore e ore solo per sfuggire dal traffico infernale delle metropoli). Inoltre il mondo digitale, grazie alla sua diffusione, può essere utilizzato dagli esperti per divulgare l'importanza di alcuni temi, come quelli inerenti la tutela della natura e la bellezza che si instaura anche nel legame materialisticamente disinteressato fra l'animale selvatico e l'uomo. 

Giochi perciò simili a Hogwarts Legacy, per quanto ambientati in mondi inventati e straordinari, dove è possibile sorvolare un castello magico attraverso un Ippogrifo, possono quindi aiutare a diffondere l'empatia umana per gli animali maltrattati e selvatici anche all'interno dei salotti delle case reali, dove non è possibile persino osservare una macchia di verde affacciandosi dalla finestra. Essere un magizoologo nel gioco equivale quindi ad abituare i giocatori ad un differente approccio nei confronti della natura e permette anche uno studio approfondito sulle varie creature reali che hanno ispirato gli animali magici, attraverso l'approfondimento culturale che solo i videogiochi riescono ad avere, incuriosendo in principio le menti del giocatore prima ancora che questi si accorga di aver imparato qualcosa. Tutto ciò porta il soggetto ad essere poi maggiormente spinto ad assumere comportamenti corretti – in questo caso nei confronti degli animali – e ad offrire il proprio sostegno nei confronti dei vari progetti locali che hanno come fine la conservazione della natura e del territorio in cui si vive.