Il colore degli uccelli può essere un'arma a doppio taglio: se da una parte i loro colori attraggono l'attenzione del pubblico favorendo la loro conservazione, dall'altra li rendono più soggetti al commercio di animali selvatici. Questi i risultati di un nuovo studio che prevede così come circa 500 specie di uccelli siano a rischio di commerci futuri per via della loro colorazione peculiare.

I dati dei ricercatori della Durham University, nel Regno Unito, sono stati pubblicati sulla rivista Current Biology e ci proiettano immediatamente dall'altra parte del Pianeta. Siamo nella Foresta Amazzonica e avanzando fra le Chelyocarpus ulei, palme che possono arrivare fino a 8 metri di altezza, scorgiamo in maniera inconfondibile i colori di un gruppo di ara golablù (Ara glaucogularis), un pappagallo dai colori azzurri e gialli sgargianti. Il nostro gruppo in esplorazione è stato molto fortunato: l'ara golablù è una specie in stato di conservazione critico e riuscire ad avvistarli è un impresa.

Proprio in quel momento l'animo umano si divide. Se da una parte alcuni vorranno scattare delle foto per immortalare la bellezza dell'animale e conservare un ricordo prezioso dell'evento, dall'altra alcuni vedranno nell'uccello la possibilità di arricchirsi.

«Il valore estetico è una parte importante di come le persone apprezzano la natura», afferma Rebecca Senior, ricercatrice a capo dello studio. «Tuttavia, c'è una sorta di conflitto di interessi quando ciò che motiva alcune persone a proteggere determinate specie è la stessa cosa che le rende appetibili a persone che vogliono possederle. Gli uccelli canori sono molto ricercati nel commercio di animali selvatici, in particolare perché in grado di emettere meravigliosi vocalizzi. Tuttavia, gli uccelli canori possono anche essere notevolmente colorati, un tratto comune fra le specie che sono commerciate di più, come i pappagalli».

Lo studio del team americano si è focalizzato sul produrre una nuova metrica che indicasse il pericolo che corre una specie in base alla colorazione. Mettendo in correlazione i colori con i dati del commercio degli uccelli selvatici, i ricercatori hanno fatto chiarezza su quali ulteriori pericoli corre l'avifauna colorata.

Innanzitutto gli studiosi hanno evidenziato come i due tropici siano la regione del mondo con più uccelli colorati e quelle maggiormente colpite dal traffico di animali. Questo colpisce circa il 30% di tutte le specie e lo studio ha anche identificato 478 specie di uccelli estremamente colorati che ancora non sono soggetti al commercio di specie esotiche e che potrebbero correre seri rischi in futuro.

Ci si potrebbe aspettare che fra i colori più attraenti, e di conseguenza quelli che mettono più a rischio le specie, ci siano il blu brillante, l'arancione o il giallo, ma lo studio stupisce ancora una volta. È il bianco puro il colore che più attraente facendo si che uccelli come lo storno di Bali (Leucopsar rothschildi), uccello già in via d'estinzione, sia ancora più in pericolo.

Lo studio potrà rivelarsi uno strumento essenziale per i conservatori della biodiversità come la stessa Rebecca Senior afferma: «Capire ciò che motiva il commercio di animali selvatici è essenziale per identificare le specie a rischio che potenzialmente richiedono una protezione più attiva».