«La delibera di giunta c'è, ora manca chiudere l'iter burocratico con il Consiglio Comunale». Così Gianluca Festa, Primo Cittadino di Avellino, comunica a Kodami che la macchina burocratica si sta finalmente mettendo in moto, aprendo un possibile spiraglio per il futuro di Pippo, il cane di quartiere che è solo a una firma di distanza dall'essere considerato un cane libero accudito.

Questo piccolo passo, sebbene sia una goccia nell'oceano, costituisce un passaggio importante per la storia di Pippo e per quella di molti altri cani che, se il Consiglio Comunale dovesse deliberare a favore, potranno approfittare dei nuovi regolamenti per poter godere anche loro di questo particolare status. Con l'espressione "cane libero accudito", infatti, si intende una condizione legale in cui la responsabilità rimane sempre in carico al Primo Cittadino ma è possibile designare almeno due persone che si incaricano ufficialmente di prendersi cura dell'animale, dando così ai volontari un nuovo strumento per garantire il benessere dei cani in strada.

La storia di Pippo, quindi, potrebbe essere realmente esemplare, non per la sua unicità, ma proprio perché nella cittadina campana ad oggi nessun cane gode di questo status e soprattutto perché Pippo ha bisogno di maggiore tutela e cura. A ottobre, infatti, abbiamo raccontato con un video reportage qual è la vita di un cane di quartiere e abbiamo incontrato Pippo fra le strade di Avellino. Lui vive da molti anni in questa città e rientra perfettamente nella descrizione di cosa significhi "cane di quartiere": un animale sterilizzato e microchippato, non pericoloso per l'incolumità di persone e altri animali e ben integrato sul territorio.

A rendere ancor più evidente il fatto che sia un "cittadino speciale" ci sono le meravigliose relazioni che ha allacciato con gli abitanti del posto che ci hanno raccontato tramite le loro testimonianze un pezzettino della sua vita che, in un modo o nell'altro, ha influenzato ogni persona che ha incontrato sul suo cammino. Alcune persone hanno tentato a più riprese di portarlo a casa propria, ma Pippo ha sempre sofferto quegli spazi chiusi, preferendo invece essere libero in strada.

Pippo ha scelto come posto per passare la notte un angolino di marciapiede sotto a un porticato ad Avellino per più di 10 anni, ma ultimamente qualcosa è cambiato. I condomini del palazzo ai piedi del quale dormiva hanno deciso di non volerlo più lì e nonostante la pioggia battente e il freddo hanno iniziato a cacciarlo via. Ha avuto così inizio a novembre un circolo vizioso in cui l'animale veniva appunto allontanato dal porticato ma lui, metodicamente, è lì tornato  in quella che a tutti gli effetti considera casa sua. 

 

Per risolvere la situazione e donare a Pippo una vita tranquilla, alcuni volontari del quartiere hanno così iniziato a lottare per far ottenere a Pippo lo status di cane libero accudito collezionando numerose firme degli abitanti, ottenendo tutti i documenti necessari e presentandoli in Comune.

Ora il primo passo è stato compiuto, ovvero ottenere una delibera di giunta che permetta al Consiglio Comunale di decidere in materia, ma la strada da percorrere, nonostante sembri quasi giunta al termine, è ancora in salita. «Sono diversi mesi che aspettiamo, fino a quando il Consiglio non si sarà riunito non ci daremo pace – commenta a Kodami Teresa Testa, volontaria del quartiere che da tempo ha preso a cuore la situazione di Pippo – Non stiamo chiedendo di spendere soldi o rivoluzionare il Comune, ma di portare al più presto a termine un iter burocratico che dichiari Pippo un cane libero accudito. Quel porticato è la sua casa e con l'ordinanza del Consiglio Comunale potremmo ufficialmente riuscire a mettere lì una cuccia riparata dalla pioggia per lui».

Dunque è ancora questione di tempo, un tempo che i volontari non vogliono più aspettare. Secondo il Sindaco, però, non manca molto, è solo questione di un paio di settimane: «L'iter burocratico non è ancora finito – riferisce a Kodami Gianluca Festa – Dobbiamo modificare il regolamento comunale ed è competenza del Consiglio. Non so ancora di preciso quando delibererà in merito, forse le prime settimane di febbraio».