La LAV (Lega Anti Vivisezione) ha chiesto al Ministro della Salute Speranza di sospendere immediatamente la caccia agli uccelli migratori perché i casi di influenza aviaria – secondo l'associazione – sono in aumento nelle Regioni del nord-est e l'attività venatoria potrebbe aumentare la possibilità che la malattia passi all'uomo.

Nel lungo comunicato della LAV, il passaggio fondamentale è quello in cui viene citata una precisazione dello stesso Centro nazionale per l'influenza aviaria, costituito presso l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, che nella pagina del sito web istituzionale dedicata alla zoonosi sottolinea che «c’è la concreta possibilità che da un serbatoio animale possa originare un nuovo virus per il quale la popolazione umana risulta suscettibile dando modo alla malattia di estendersi a livello globale, provocando quindi una pandemia».

Nonostante la sospensione del Ministero nell'utilizzo di richiami vivi nel comunicato si legge anche che «il Centro di referenza nazionale del Ministero della Salute per l’influenza aviaria, infatti, comunica di avere individuato la presenza del virus H5 in ben 92 campioni di uccelli uccisi dai cacciatori in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, mentre altri 2 casi sono stati individuati in uccelli rinvenuti morti.»

«La caccia, quindi, si configura come possibile fonte di un nuovo spillover, estremamente pericoloso non solo per i cacciatori, possibili responsabili del salto di specie di un virus da animale a uomo, ma anche per tutti i cittadini che poi potrebbero essere da loro contagiati» dichiara la LAV, che poi conclude: «In un periodo in cui il nostro Paese è sottoposto alla preoccupante diffusione dell'epidemia di Covid-19, non si capisce per quale motivo i cacciatori possano continuare indisturbati a uccidere e manipolare animali potenzialmente infetti. Chiediamo che il Ministro della Salute Speranza con un'Ordinanza urgente sospenda immediatamente la caccia a tutte le specie migratorie!».