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2 Dicembre 2023
16:00

Perché ai gatti piace così tanto mettere la fronte sugli umani?

Molti gatti tendono ad appoggiare la testa sull'umano di riferimento e a spingere delicatamente, piccole "testatine" note anche con il nome di "rubbing". Vediamo perché lo fanno.

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Chiunque conviva con un gatto, e abbia costruito con lui un rapporto di fiducia e familiarità, si è ritrovato almeno una volta a ricevere piccole spinte con la sua testa, “testatine” con cui il micio spinge appunto la sua fronte contro di noi. Questo comportamento è noto anche con il termine “rubbing”, ha diversi significati ed è uno dei comportamenti sociali più tipici dei gatti, che consiste appunto nello strofinamento. Vediamo nel dettaglio perché lo fanno.

Per rafforzare il legame

Dare piccole testatine e mettere la fronte sugli umani è, per il gatto, fin modo per manifestare vicinanza e familiarità, e consente allo stesso tempo di scambiarsi reciprocamente gli odori, consentendo al gatto di riconoscere l’altro soggetto (in questo caso, l’umano) e di rinsaldare il legame.

Per scambiare gli odori

Come detto, lo scambio di odori è importante nella reazione tra uomo e gatto. Sopratutto dopo un periodo di separazione, l micio potrebbe avere l’esigenza di rinsaldare il legame, e per farlo tenderà a depositare sull’umano il suo odore, una sorta di “marchio olfattivo” che inizia con l’appoggiare e spingere la testa contro di noi. Solitamente è seguito da vari strofinamenti, che sono sempre un modo per depositare il suo odore su di noi.

Per manifestare affetto e riconoscimento

Spingendo la testa contro di noi, il gatto non sta solamente rinsaldando il legame ma sta anche manifestando desiderio di interazione e riconoscimento dell’umano come parte del “branco”. Insieme con le fusa e la “pasta”, dunque, è uno dei comportamenti che maggiormente indicano come il gatto sia a suo agio e si senta sicuro con noi.

Per chiedere cibo o attenzione

Ci sono poi alcuni gatti che hanno imparato a dare le “testatine” come forma di richiesta, perché l'esperienza ha insegnato loro che facendolo riceveranno cibo, una carezza o semplicemente attenzione.

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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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