12 Febbraio 2024
18:02

Paolo Pasqualini ucciso da tre Rottweiler a Manziana, cani sottoposti a valutazioni. L’esperto: «Contesto da valutare sempre»

L’esatta dinamica dell’aggressione non è ancora chiara. Pasqualini domenica mattina nel bosco stava facendo jogging, i tre Rottweiler sono riusciti a fuggire da un'abitazione a poca distanza.

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Proseguono le indagini sulla morte di Paolo Pasqualini, l’uomo di 39 anni che domenica mattina è stato aggredito da tre Rottweiler nel bosco Macchia Grande di Manziana, alle porte di Roma. Il primo dato significativo è che un uomo ha assistito all’aggressione, ed è intervenuto con un bastone nel tentativo di bloccare i cani, senza successo, rimanendo ferito a sua volta.

Gli umani di riferimento dei tre cani, che nel frattempo sono stati catturati, sedati e trasferiti nel Centro cinofilo del Lago, a Bracciano, in custodia giudiziale, sono stati rintracciati e ascoltati. Si tratta di due ex coniugi, ed è alla donna che gli animali erano stati affidati domenica. I Rottweiler sono due maschi e una femmina adulti che, stando a quanto ricostruito, sono riusciti a fuggire dal giardino della casa che sorge a poca distanza dal luogo della tragedia.

L’esatta dinamica dell’aggressione non è ancora chiara. Pasqualini, che domenica mattina nel bosco stava facendo jogging, è stato morso alle mani, alle braccia e al volto ma non è chiaro se abbia incrociato la strada dei cani mentre correva o se vi sia stata un’interazione con gli animali precedente all’aggressione. I Rottweiler verranno sottoposti ad accertamenti veterinari e valutazioni specifiche in questi giorni per capirne il carattere e accertare se fossero stati addestrati specificamente e tenuti esclusivamente come cani da guardia. Fattori fondamentali per comprendere meglio il contesto in cui si è verificata la tragedia.

«In questa tragedia ci sono ancora molti elementi da chiarire, fondamentali per comprendere quanto accaduto dal punto di vista etologico – spiega Luca Spennacchio, istruttore cinofilo e membro del comitato scientifico di Kodami – Non sappiamo se i cani vivessero stabilmente nella casa da cui sono fuggiti, e non sappiamo neppure se fossero tenuti e considerati esclusivamente come cani da guardia, né se in passato fossero capitate situazioni simili. Bisogna però capire che con alcuni cani, il margine di errore, soprattutto in particolari situazioni, è ridotto al minimo, e il livello di responsabilità e attenzione nella gestione dei cani deve essere altissimo».

«Ci sono alcuni fattori su cui si può riflettere – prosegue Spennacchio – In questa drammatica situazione, come accaduto purtroppo anche in altri incidenti di questo genere, è importante tenere a mente che i cani erano in gruppo. In questi cani la motivazione territoriale e protettiva sono molto spiccate, d'altronde è stato l'uomo a spingere su questi aspetti nello sviluppo della razza, e si può innescare tra loro anche una sorta di competizione, oltre che di alimentazione dell'eccitamento e del nervosismo. Stati d'animo che potrebbero già essere presenti in cani che si trovano dietro un cancello e vedono passare persone all'esterno di quella che è la proprietà che devono proteggere. In una condizione di questo genere, se i cani riescono a trovare un modo per uscire all'esterno, la situazione può degenerare».

In attesa di accertamenti più approfonditi, i due ex coniugi sono stati denunciati per omessa custodia e mal governo di animali, e sulla base delle risultanze delle indagini la Procura deciderà se procedere anche con l’accusa di omicidio colposo. E si riaccende il dibattito sulla possibilità di istituire una sorta di "patentino" per determinate razze, o comunque norme e regole specifiche per la loro gestione. Questa decisione è stata presa, a livello locale, da alcuni Comuni, come per esempio quello di Milano, che ha regolamentato la materia prevedendo appunto la concessione di patentini per la detenzione di alcune razze o simil-razze», ma a oggi, dopo l’abolizione della circolare del Ministero del 2006, non esiste un elenco di razze definite pericolose.

La pericolosità di un cane viene determinata sulla base di fatti specifici. In caso morsicatura o zuffa tra cani, per esempio, il cane e il suo pet mate vengono segnalati al Servizio veterinario Asl, che tiene un registro dei cani dichiarati aggressivi, e sono obbligati a seguire un corso formativo. Il corso è organizzato dal Comune, insieme al Servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale, avvalendosi della collaborazione degli Ordini professionali dei medici veterinari e di associazioni di protezione animale. Le spese sono sostenute dal proprietario del cane “impegnativo”. In caso di pericolosità grave, scatta l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa e l’obbligo di utilizzare il guinzaglio e la museruola nelle strade e nei luoghi aperti al pubblico.

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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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