Diventare una città interamente plastic-free è possibile, basta solo fare un passo dopo l'altro. Il buon esempio questa volta lo offre il comune di Falciano Del Massico, nel casertano, il cui sindaco il 21 luglio ha firmato un'ordinanza che vieta il lancio dei palloncini riempiti di elio sull'intero territorio comunale con una multa per chi lo fa da 50 a 100 euro. Dal Monte Massico che si erge alle spalle del centro abitato, così, non si vedranno più spuntare solitari palloncini sfuggiti dalle mani che svolazzano nel cielo della città.

La fine che spetta a questi palloncini poi qual è? Beh, salendo negli strati d'aria più alti e meno densi, si espandono sempre di più per l'effetto del gas interno fino a quando non esplodono in un tripudio di pezzi di plastica. Il problema è che i numerosi detriti colorati, poi, precipitano al suolo inquinando qualsiasi ecosistema sottostante: un vero e proprio danno ambientale che si sta aggravando sempre di più. Secondo uno studio britannico del 2016 della Marine Conservation Society, infatti, la quantità di detriti legati ai palloncini da elio è triplicata negli ultimi vent’anni.

Un altro studio di Ocean Conservancy, invece, classifica i palloncini al terzo posto nella scala di rifiuti più pericolosi per la fauna selvatica. Le foche, le tartarughe e gli uccelli marini, infatti, possono inghiottirli scambiandoli per delle prede condannandoli a una morte lenta e dolorosa.

La realtà è questa: il materiale plastico è indigeribile per gli animali e lo stomaco si riempie di oggetti che non potranno mai essere espulsi e non hanno valore nutritivo. L'animale con lo stomaco pieno di plastica, dunque, sarà sazio e non vorrà mangiare altro, condannandolo a una lenta morte per denutrizione.

Pensare che tutto questo possa essere provocato da dei semplici palloncini, in effetti, può sembrare una esagerazione. Come può un oggetto all'apparenza così innocuo provocare tanto dolore? A questo quesito l’Università della Tasmania risponde con uno studio secondo cui la plastica morbida che compone un palloncino, se ingerita da un animale, ha 30 volte più possibilità di ucciderlo rispetto alla plastica dura delle bottiglie. Questo perché la plastica molle si può infilare più facilmente nei diverticoli dell'intestino e dello stomaco otturando il tratto digerente.

Inoltre, si tratta di una minaccia molto più frequente di quanto non si immagini: durante uno studio portato avanti dalla Università di Swansea, nel Regno Unito, i ricercatori hanno scoperto che i pezzi di palloncino costituiscono l’80% dei rifiuti trovati all’interno lo stomaco delle tartarughe marine, che, vedendoli fluttuare leggiadri nel mare, li scambiano per succulente meduse.

Dunque, non servano ulteriori motivi per gioire per questo decreto che, sebbene non risolva completamente il problema dei rifiuti plastici, risulta comunque un importante passo avanti per realizzare uno dei principali sogni ecologisti: una città completamente libera dalle plastiche. Il comune di Falciano Del Massico, poi, non è il solo: un divieto simile è già stato approvato dal Consiglio della provincia autonoma di Trento, la prima provincia in Italia a fare una proposta del genere.

Cavalcando quest'onda di speranza le organizzazioni Mare Vivo e Plastic Free hanno messo in piedi un anno fa una petizione dal nome: "Per il mare non è una festa", una raccolta di firme chiedeva di inserire nella legge Salva Mare il divieto di rilascio di palloncini e di aumentare la sensibilizzazione sui danni che può avere la loro dispersione nell’ambiente. Sfortunatamente la legge è stata approvata lo scorso giugno e non fa riferimento in nessun modo ai palloncini, ma la lotta a questi inquinanti non termina qui, una passo dopo l'altro l'obiettivo “0 plastica“ potrà essere raggiunto.