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Il DDL Salvamare è stato approvato oggi in via definitiva dal Senato con 198 voti favorevoli, nessuno contrario e 17 astensioni. La legge fu presentata nel 2018 dall'allora ministro dell'Ambiente Sergio Costa e garantirà nuove tutela per l'ecosistema marino e gli animali che lo abitano.

«Si tratta di un atto concreto che testimonia l'impegno del Governo e del Parlamento all'indomani dell'introduzione della tutela dell'ambiente, degli ecosistemi e della biodiversità tra i principi fondamentali della nostra Costituzione», è stato il commento della sottosegretaria alla Transizione ecologica Ilaria Fontana intervenuta oggi in aula al Senato.

«Il disegno di legge – ha spiegato Fontana – portato avanti con tenacia e ostinazione dal Governo e dai gruppi parlamentari persegue almeno tre finalità: tutela del mare e dei fiumi, economia circolare ed educazione ambientale». Per la sottosegretaria la transizione ecologica «non può prescindente dalla tutela delle risorse naturali, a partire dalla difesa del mare trasformato in questi anni in discariche invisibili di immense quantità di rifiuti e di plastica».

La Salvamare consentirà ai pescatori che recuperano plastica in mare con le reti di portarla in porto, dove le autorità portuali la riceveranno in apposite isole ecologiche e avviarla al riciclo. Dopo lo stop alla plastica monouso in Italia arrivato a seguito del recepimento della nuova direttiva Ue, quello compiuto oggi dal Parlamento rappresenta un nuovo passo fondamentale per arginare l'inquinamento causato da questo materiale, che ad oggi è presente nell'80% dei rifiuti rinvenuti nelle spiagge europee.

Non solo, come ha fatto notare il presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, questo è il primo passo concreto verso l'istituzione di nuove aree marine protette: «L’Unione Europea, con la Strategia per la Biodiversità al 2030, ha fissato l’ambizioso obiettivo di raggiungere per la fine del decennio il 30% di aree tutelate anche a mare, oltre che a terra. In Italia siamo appena al 16% calcolando tutte le tipologie di aree marine, si tratta di raddoppiare la superficie da mettere sotto tutela. Il Salvamare varato oggi è un buon viatico, ma occorre dare gambe ad un piano attuativo per nuove AMP».

Il WWF ha esultato per il ruolo che attraverso la Salvamare è stato riconosciuto alle associazioni ambientaliste nello svolgimento delle campagne di pulizia del mare e delle acque interne, nonché la previsione di azioni mirate alla pulizia dei fiumi.

Tuttavia proprio il WWF ha segnalato alcune zone d'ambiguità della nuova legge: «Permangono serie lacune sulla gestione delle biomasse vegetali, di cui all’art. 5, perché non viene posto freno alla cattiva gestione della posidonia oceanica spiaggiata, che rappresenta un elemento essenziale per la biodiversità degli ecosistemi costieri e garantisce una protezione naturale dall'erosione».