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Nuovo decreto di abbattimento per l’orsa JJ4 depositato dalla Provincia di Trento

Le organizzazioni di tutela animale tornano in piazza contro la gestione di Fugatti. Nel frattempo la Pat presenta un nuovo decreto di abbattimento dell'orsa JJ4.

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28 Aprile 2023
11:10
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La Provincia Autonoma di Trento ha depositato un nuovo decreto di uccisione dell'orsa JJ4 per una data successiva all'11 maggio, il giorno in cui termina la sospensione dell'abbattimento definita dal Tar. La Provincia Autonoma sostiene infatti di poter proseguire con l'uccisione dell'orsa sfruttando la legge provinciale numero 9 del 21 luglio 2018, fortemente voluta dall'ex Presidente Ugo Rossi e approvata, dopo un lungo iter, anche dalla Corte costituzionale. Secondo la normativa in questione, gli organi provinciali possono intervenire autonomamente con l'abbattimento, una volta chiesto il parere di Ispra, a patto che non vi siano alternative.

«Riteniamo che questo gesto sia assurdo, soprattutto perché abbiamo dimostrato che un'alternativa esiste e non lo diciamo solo noi: siamo supportati anche dall'opinione dell'ordine dei veterinari trentini e dal Presidente nazionale dei veterinari – commenta Simone Stefani, vicepresidente della Lav – L'orsa può a tutti gli effetti rimanere al Casteller per il tempo necessario alle pianificazioni dello spostamento e in seguito essere trasferita nei santuari che ci hanno dato disponibilità».

La Lav, infatti, ha trovato due luoghi, in Germania e in Giordania, in cui JJ4 potrebbe essere accolta. «Nonostante tutto, Maurizio Fugatti ritiene che questa strada non sia percorribile, affermando che ci siano delle lacune dal punto di vista della sicurezza. Problematiche che, per quanto ci riguarda, non evidenziamo», afferma Stefani.

Sit in delle associazioni: «Ribadiamo la contrarietà alla politica della vendetta»

Lav, Oipa e Lndc, nel frattempo, hanno organizzato un sit in, previsto per questa mattina alle 10 e 45 davanti al palazzo della Provincia in Piazza Dante, a Trento. L'intenzione è quella di ribadire la totale contrarietà delle associazioni di tutela animale alla politica dell'intolleranza nei confronti degli orsi in seguito alla tragica scomparsa di Andrea Papi, lo scorso 5 aprile.

«Siamo qui, tutti insieme, per chiedere all'amministrazione di assumersi le responsabilità delle azioni preventive che non sono mai state attuate – commenta Stefani – Siamo in piazza anche per ribadire il nostro forte "no" alla politica della vendetta che sta prendendo piede in questi giorni. Mentre il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, sostiene che il trasferimento di JJ4 non sia praticabile, noi chiediamo di aprire il dialogo con il Ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin e dimostrare che è fattibile».

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Oipa: «Abbiamo progetti alternativi»

Anche Oipa è intenzionata a ribadire ancora una volta la propria opinione sul tema degli abbattimenti e, inoltre, aggiunge alle ipotesi le proprie proposte gestionali per evitare le uccisioni di JJ4, Mj5 e M62. «Si potrebbe intervenire con la costruzione dei famosi corridoi faunistici, di cui si parla da tempo ma non sono mai stati messi in atto, sebbene il progetto sia già sui tavoli della Provincia. Inoltre si può pensare ad un'area recintata destinata agli orsi più in difficoltà – scrive l'organizzazione in una nota – Infine, abbiamo pensato ad un progetto che preveda il dialogo con produttori e allevatori che, con l’orso, hanno imparato a convivere: una sinergia per una vera e propria convivenza».I dettagli di questo progetto verranno delineati durante la manifestazione di oggi.

«Vogliamo cogliere l'occasione per ripetere la lista di azioni non fatte fino ad ora e per evidenziare che è del tutto inutile passare ad una logica "del fucile" e delle condanne a morte – conclude Stefani – È proprio da questo doloroso evento, invece, che occorre trovare la forza delle buone idee e delle iniziative concrete fino ad ora latitanti: monitoraggio, prevenzione, formazione e informazione, sono tutti strumenti che possono contribuire enormemente a favorire una convivenza più sicura e pacifica, per tutti».

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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