5 Febbraio 2024
12:36

Nemo conta le strisce dei suoi simili e con loro non è particolarmente ospitale. Lo studio sui pesci pagliaccio

Un nuovo studio su pesci pagliaccio ha rivelato che questi possono distinguere altre specie di pesci pagliaccio basandosi sul numero di strisce bianche che hanno sul corpo.

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Gli abitanti della barriera corallina sono famosi per i loro colori sgargianti che donano loro una vivacità a dir poco unica. Tra questi rientra anche Nemo, ovvero il pesce pagliaccio, caratterizzato dalle sue iconiche barre bianche e dal fatto che ha scelto come casa gli anemoni. Un nuovo studio, che lo vede loro protagonista, ha scoperto che questi pesci riescono a distinguere altre specie di pesci pagliaccio basandosi sul numero di strisce bianche che possiedono. I risultati sono stati pubblicati su The Journal of Experimental Biology.

Tutti noi conosciamo i pesci pagliaccio in quanto protagonisti del famosissimo cartone animato "Alla ricerca di Nemo", storia che ha appassionato diverse generazioni e strappato tante risate grazie anche alla mitica Dori. Come mostrato anche nel film, questi pesci di norma sono pacifici e ottimi padroni di casa, infatti consentono a molte altre specie di far visita ai loro anemoni. Ma c'è una regola importante: se un altro pesce pagliaccio che non fa parte della colonia entra nella loro casa, l'individuo più grande, quello alfa, lo affronta in modo aggressivo cacciandolo via.

Questo è quello che ha osservato il team di ricercatori studiando una colonia di Amphiprion ocellaris, pesci pagliaccio con 3 bande bianche sul corpo. Gli esperti hanno condotto due esperimenti differenti con individui di questa specie. Nel primo caso, diverse specie di pesci pagliaccio con un numero variabile di strisce bianche sono state posizionate in piccole vasche dove era presente una colonia di A. ocillaris.

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Successivamente, gli autori hanno osservato il comportamento della stessa colonia di pesci pagliaccio nei confronti di diversi dischi di plastica dipinti con una colorazione realistica raffigurante altri pesci di diverse specie. Dopo di ché il team ha osservato le reazioni degli individui e i loro livelli di aggressività in entrambi gli esperimenti.

Ebbene, dai risultati dei due test emerge che i pesci pagliaccio non sopportano per nulla i loro conspecifici. In particolare, i pesci con tre strisce (lo stesso numero di strisce che avevano loro stessi) sono stati affrontati con maggiore aggressività. Al contrario, gli intrusi con due strisce sono stati attaccati meno frequentemente, mentre la colonia sembrava non essere particolarmente infastidita dai pesci con nessuna o solo una striscia.

A quanto pare, dunque, sono le strisce sul corpo degli altri pesci ad essere determinanti per "i nemo", ma le sorprese non finiscono qui. Il team ha anche scoperto che esiste una sorta di gerarchia su chi si assume il compito di difendere la colonia: è l'individuo più grande che assume il compito di difendere gli altri da eventuali pericoli o da intrusi.

«I pesci pagliaccio sono davvero affascinanti da studiare a causa della loro connessione unica e simbiotica con le anemoni di mare. Ma ciò che emerge da questo studio è che c'è ancora molto da imparare sulla vita negli ecosistemi marini in generale», ha sottolineato la dottoressa Kina Hayashi della Marine Eco-Evo-Devo Unit dell'OIST, prima autrice dell'articolo.

Questa ricerca ci invita a riflettere sull'importanza di preservare le delicate barriere coralline che sono l'habitat di creature come i pesci pagliaccio. Se questi pesci possono sorprenderci con la loro abilità nel contare le strisce e nel mantenere gerarchie sociali ben definite, allora sorge la domanda su quante altre specie straordinarie e comportamenti animali affascinanti possano ancora essere scoperti in questi ecosistemi in pericolo.

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Alessia Mircoli
Dottoressa Magistrale in Biodiversità e Gestione degli Ecosistemi
Sono laureata in Biodiversità e Gestione degli Ecosistemi e la divulgazione scientifica è la mia passione. Durante il mio percorso ho scoperto il mondo del giornalismo scientifico e ho capito che è la mia strada. Sono estremamente affascinata dalla natura e da tutto ciò che ne fa parte, credo nell’importanza di diffondere un’informazione corretta sugli animali e l’ambiente.
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