Nei giorni scorsi a Napoli è stata installata una rete di protezione per mettere in sicurezza una parete a Coroglio, località a ridosso della collina di Posillipo, che aveva messo in serio rischio la colonia di taccole (Coloeus monedula) più grande della città. La recinzione aveva completamente impedito l'accesso alle cavità nella parete in cui solitamente questi uccelli costruiscono i loro nidi. Fortunatamente è stata immediata la mobilitazione da parte delle associazioni di settore, che in sinergia con il Comune, la Città Metropolitana e i Carabinieri Forestali, sono riusciti a intervenire e a rendere nuovamente accessibili le cavità agli uccelli.

A renderlo noto attraverso un post Facebook è stata l'associazione ARDEA (Associazione per la Ricerca, la Divulgazione e l'Educazione Ambientale) che sin da subito si è mobilitata per chiedere il tempestivo intervento da parte delle autorità. Ricordiamo che mettere in pericolo la nidificazione degli uccelli viola le leggi a tutela della fauna selvatica e costituisce quindi un reato.

Nel video le taccole cercano disperatamente di accedere ai loro nidi.

L'intervento sinergico delle associazioni e delle istituzioni

Un esemplare di taccola (Coloeus monedula)
in foto: Un esemplare di taccola (Coloeus monedula)

Tutte le cavità sono state prontamente riaperte, si legge nel post Facebook, risultato raggiunto grazie alla collaborazione tra ARDEA e il WWF Napoli con le istituzioni e i proprietari della struttura. Ora le taccole potranno ritornare a nidificare sulla parete di Coroglio. Questo evento, fortunatamente a lieto fine, ci ricorda ancora una volta quanta strada resta da fare per rendere ancor più consapevole la convivenza in città tra l'uomo e le altre specie, che condividono con noi l'ambiente urbano e che troppo spesso trascuriamo.

Kodami ha contattato Marcello Giannotti, ornitologo e consigliere ARDEA che ha seguito in prima persona la vicenda, che ha dichiarato: «Sarebbe davvero importante se questa vicenda fungesse da esempio di buone pratiche a cui ispirarsi per futuri interventi; sempre più si sta comprendendo l'importanza della biodiversità urbana e della sua tutela. Purtroppo raramente gli enti pubblici quando pianificano i loro interventi coinvolgono professionisti del settore ambientale e di conseguenza questo aspetto viene trascurato o affrontato da figure professionali non idonee e senza una vera formazione su un tema così delicato.»

Il post con cui è stata annunciata la liberazione dei nidi.

Il commento della Città Metropolitana

Soddisfatto anche Salvatore Pace, consigliere della Città Metropolitana con delega alla Tutela della Fauna Selvatica, che sempre attraverso Facebook ha dichiarato: «La collaborazione tra istituzioni e associazioni unite alla sensibilità di soggetti privati porta sempre buoni frutti. Grazie alla mobilitazione del mondo associativo e alla sensibilità ecologista e animalista dell'istituzione, e grazie soprattutto al solerte impegno del dott. Marcello Giannotti, biologo naturalista che ha lavorato fianco a fianco con me, da oggi le taccole hanno ripreso possesso delle loro case».