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8 Marzo 2024
15:03

Morta Pigcasso, la scrofa artista salvata dal macello nel 2016

È morta Pigcasso, la scrofa artista. Si trovava alla Farm Sanctuary in Sudafrica, il rifugio per animali liberi gestito da Joenne Lefoson, l'attivista per i diritti degli animali che l'ha salvata dal macello nel 2016.

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Pigacasso è morta. La femmina di maiale famosa in tutto il mondo per le sue doti artistiche come pittrice si è spenta all'età di otto anni: da tempo soffriva di artrite reumatoide cronica che le calcificava la colonna vertebrale.

Pennello in bocca, delle tempere ed una tela: questa è l'immagine maggiormente diffusa sui media internazionali che esprime a pieno la sua storia ed è anche un esempio virtuoso di come una buona collaborazione tra umani e animali possa, in realtà, creare progetti positivi. Già solo il suo nome era stato scelto come indicazione di questa sua caratteristica per cui è diventata così famosa: Pigcasso, una crasi tra Pig, maiale e Picasso.

«Dal mattatoio all'essere l'artista animale più conosciuto al mondo, la tua vita è stata semplicemente straordinaria. La tua vita ha fatto la differenza [..] hai anche ispirato milioni di persone a riconoscere gli animali d'allevamento come individui senzienti che sono ognuno degno della nostra empatia e compassione». Così ha scritto in un post Instagram Joenne Lefoson, l'attivista sudamericana per i diritti umani che ha salvato Pigcasso dall'allevamento intensivo nella regione di Winelands in Sudafrica.

La scrofa era stata trasferita nel 2016 nel rifugio per animali liberi gestito da Joenna a Franschhoe. Lì ha potuto vivere fino ad oggi una vita in libertà con altri animali come vitelli, mucche e cani.

All'inizio non è stato semplice far ambientare Pigcasso: la vita vissuta in un allevamento intensivo aveva prodotto in lei ansia e paura verso l'essere umano. Inizialmente distruggeva tutto ciò che si trovava d'avanti e Joenna proprio per indirizzare quell'energia ha provato a dare alla scrofa una via d'uscita attraverso l'arte. Le ha mostrato un pennello e l'ha aiutata a capire che poteva prenderlo in bocca tramite ricompense positive come il cibo.

Pigcasso ha apprezzato e sono nate delle bellissime opere d'arte che, data l'eccezionalità dell'artista, sono diventate famose in tutto il mondo. Molti hanno però criticato il fatto che queste opere siano state vendute e che quindi ci sia stato un profitto da parte di Joenna Lefoson, sebbene quest'ultima abbia sempre chiarito che tutti i proventi sono devoluti al santuario "Farm Sanctuary SA".

I quadri di Pigcasso sono stati classificati come “espressionismo astratto” e il suo caso apre il fronte al concetto di arte negli altri animali, cosa sulla quale etologi e esperti del mondo animale spesso si sono interogati. L'arte animale non è sempre addestramento o accidentalità: molte specie di primati ospitati in giardini zoologici e centri di recupero hanno mostrato tendenze artistiche spontanee, dopo che i loro ambienti erano stati attrezzati con i giusti strumenti per fornire gli stimoli necessari a garantire il benessere psicologico e fisiologico di un animale in cattività.

Sono stati effettuati numerosi studi in questo senso, come quello condotto in Giappone su cinque esemplari femmina di orango. Sono stati valutati vari elementi (forma, quantità di tela utilizzata, colori) di circa mille loro opere, e ne è emerso un chiaro stile personale, dipendente sia dal carattere dell'animale che dal suo stato emotivo e dalla sua età.

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