Maltrattamento di animali. Era il settembre del 2014 quando la Procura della Repubblica di Tempio Pausania, sequestrò tutti gli animali del Circo Martin, ad Arzachena. Oggi, questa storia ha una sua nuova puntata: il pm Gianmarco Vargiu ha chiesto per i responsabili del circo una condanna a sei mesi di reclusione.

Furono i Carabinieri forestali del Cites a mettere sotto sequestro un ippopotamo, e poi cammelli, dromedari, zebre, cavalli, bovini, pappagalli e una zebra. In totale, 16 esemplari. L’accusa che era stata mossa partiva dalla presenza di condizioni incompatibili con il benessere animale. All’epoca, in prima linea, fu la Lav, la Lega anti-vivisezione, a cui la Procura aveva affidato gli animali sequestrati (alcuni di loro ospiti ancora del Centro di recupero di Semproniano, in Provincia di Grosseto) e che poi si è costituita parte civile.

Allora gli avvocati difensori dei gestori del circo, Francesco Mocellin e Valentina Nichele, parlarono di una «campagna persecutoria» messa in atto dalla Lav, con «ripetuti accertamenti veterinari sugli animali con metodi invasivi e traumatici cercando di ottenere riscontri oggettivi del maltrattamento», esami che avrebbero determinato «uno stato di stress e di tensione negli animali».

«Finalmente, a molti anni dai fatti, si comincia a vedere la fine di una bruttissima vicenda, che aveva al suo centro il maltrattamento e la sofferenza di moltissimi animali – spiega Gianluca Felicetti, presidente di Lav – Purtroppo, il circo Martin è solo uno dei molti casi in cui gli animali vengono sfruttati in contesti anacronistici, che di artistico o spettacolare non hanno nulla e che prevedono regolarmente la violazione di qualsiasi necessità etologica degli animali. Speriamo si arrivi a una condanna giusta, e speriamo la pena possa essere davvero proporzionata ai fatti, che furono terribili». Il 27 gennaio una nuova udienza in tribunale su questa storia: sarà il momento per la difesa di giustificare la condotta dei gestori del circo.

L’interesse attorno al mondo dei circhi si è ridotto tangibilmente nel corso degli ultimi anni. Secondo dati diffusi da Oipa nazionale, dal 2010 al 2015 il calo è stato evidente sia per quanto riguarda il numero di spettacoli (-11%), sia per l’afflusso di pubblico (-5%). Anche l’eliminazione degli spettacoli circensi con animali dai palinsesti televisivi (l’ultimo canale a cancellarli in ordine di tempo è stato Rai3 nel 2017) è il segno di come non piacciano più a tutti.

Giusto due mesi fa è stata consegnata al Parlamento europeo una petizione per dire no ai circhi con animali selvatici e che li vede vivere una vita dietro le sbarre, percorrendo centinaia di chilometri da città a città fino alla prossima esibizione. Si tratta per loro di uno stato permanente di stress, angoscia e paura. Le firme sono state consegnate alll'Eurogruppo per gli Animali, che ha incluso questa iniziativa dell'Ong Infocircos tra gli impegni che sta portando avanti.