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16 Febbraio 2024
13:44

Maltrattamento di animali, confermata la condanna per il fantino Luigi Bruschelli

I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la condanna a carico di Luigi Bruschelli a 7 mesi. L'uomo, soprannominato "Trecciolino", è famoso per avere vinto 13 volte il Palio di Siena.

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Cavalli in gara durante il primo giro del Palio di Siena 2019

Confermata la condanna a carico di Luigi Bruschelli a 7 mesi. Questo il risultato dell’udienza del processo a carico del fantino conosciuto con il nome di "Trecciolino" all'interno nel mondo delle corse.

La Corte di Cassazione ha quindi rigettato il ricorso di Bruschelli alla sentenza di condanna per maltrattamento di animali ricevuta in secondo grado di giudizio. Il fantino, famoso per avere vinto 13 volte il Palio di Siena, era stato condannato in Corte d’Appello a sette mesi di carcere (con la condizionale) per maltrattamento di animali.

Oggi i giudici hanno dichiarato l’irrevocabilità della sentenza e della responsabilità penale a carico dell'uomo per aver «con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, maltrattato senza necessità, ovvero detenuto in condizioni incompatibili con la loro natura» i cavalli Mocambo (positivo a fenilbutazone, ossifenilbutazone, flunixin, desametasone), S’Othierusu (positivo a ossifenilbutazone, flunixin), Fulmine Femmina (positiva a ossifenilbutazone, flunixin).

Erano questi i cavalli che Bruschelli presentava e faceva partecipare alle attività ufficiali di addestramento organizzate dal Comune di Siena per i cavalli in vista dei Palii del 2016, «avendo preventivamente somministrato loro, in difetto di speciale abilitazione veterinaria (art. 348 c.p.), un cocktail di farmaci prevalentemente antinfiammatori (quali gli steroidei desametasone e prednisolone e i non steroidei fenilbutazone e flunixin): farmaci somministrati in dosi inferiori alla dose terapeutica consigliata, al fine di eludere i controlli antidoping, ma la cui combinazione era in grado di determinare un aumento delle performance sportive».

«Una sentenza storica che squarcia il velo di una “tradizione” anacronistica come quella del Palio di Siena!», hanno dichiarato gli attivisti della Lav, tra le maggiori associazioni di tutela animale in Italia. La Lav infatti si è costituita parte civile al Processo, assistita dall'avvocata Raffaella Sili, e ha condotto una strenua battaglia legale per «svelare i retroscena che spesso si nascondono dietro al mondo delle corse dei cavalli, sia nelle competizioni ufficiali, sia nelle cosiddette manifestazioni storiche. I cavalli sono molto spesso maltrattati ed utilizzati come un mero strumento per il raggiungimento di obiettivi economici e di potere, facendo pagare il prezzo agli animali con la loro stessa vita».

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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