Lula, una femmina di Pastore tedesco denutrita e legata alla catena riporta alla memoria la battaglia delle battaglie che gli animalisti sardi stanno portando avanti da tempo e che quest’estate è emersa con forza a causa della stagione degli incendi: punire chi ancora tiene i cani a catena. Il tema è all’attenzione della presidenza della Regione Sardegna ma non è stato fatto niente, neanche davanti all’emergenza.

Save the dogs and other animals aveva segnalato nel suo primo rapporto sui cani legati alla catena il fatto che la Sardegna viva le condizioni di una "legge imperfetta". La Regione ha una norma (del 1994) che disciplina la possibilità di tenere una catena lunga almeno 5 metri, ma non ha la sanzione. La Campania, invece, proprio a ridosso dell'estate aveva definito la questione approvando un emendamento proposto dal consigliere regionale Emilio Borrelli con multe da 300 a 2000 euro.

La storia di Lula: l'ennesimo esempio di cane alla catena

I Carabinieri hanno trovato Lula in condizioni critiche e legata. I militari della stazione di Mandas, nella Provincia del sud della Sardegna, hanno denunciato un commerciante, di 37 anni, suo referente umano. Da tempo le forze dell’ordine avevano messo gli occhi su questa storia: al termine di una serie di accertamenti intrapresi sin dal gennaio scorso, infatti, avevano cercato di capire le condizioni di vita dell’animale in un terreno della frazione di San Giovanni.

Grazie ai veterinari del distretto di Senorbì dell’Ausl di Cagliari era stato notato già a inizio anno lo stato di denutrizione e disidratazione di Lula. In un secondo sopralluogo, avvenuto mercoledì, hanno avuto la conferma: l'animale è stato trovato nelle stesse condizioni di prima. Ecco perché il cane è stato posto sotto sequestro e affidato temporaneamente al proprietario stesso. Ciò, in attesa di una diversa destinazione che i militari stanno cercando, aprendo di fatto a una piccola campagna di adozione per Lula e i suoi cuccioli.

«Gli incendi e questo caso di Lula sono la dimostrazione che non è possibile tenere un cane a catena e nel frattempo rispettarne il benessere e le necessità etologiche – commenta Sara Turetta, presidente di Save the dogs and other animals – Si tratta di casi evidenti di maltrattamento. Non si può arrivare al denutrimento per dire che la situazione è incompatibile. A tutto ciò, aggiungiamo la tragedia degli incendi, con cani trovati carbonizzati»

La proposta delle associazioni: un'ordinanza

Le associazioni Save The Dogs, Green Impact e Animal Law Italia durante gli incendi di quest’estate avevano segnalato la presenza in Sardegna di centinaia di cani tenuti alla catena che si trovavano in una situazione di pericolo, nelle vicinanze o all’interno dei 20mila ettari di terreno andati a fuoco nella Regione. Avevano chiesto un’ordinanza del presidente Christian Solinas per liberarli, in attesa di una legge che, come in altre Regioni, potrà disciplinare il divieto. L’atto però non è mai arrivato. Nel frattempo, diverse sono state le vittime: tra loro Angelo, il cane simbolo degli animali morti in questa stagione di roghi nell’isola. Gravemente ustionato, un animalista lo aveva portato alla Clinica Duemari di Oristano. I danni sono stati però così grandi che per lui non c’è stato più nulla da fare.

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