cardellino bracconaggio

Settanta cardellini e decine di frosoni, storni, peppole e addirittura 4 tartarughe d'acqua dolce esotiche: è questo il bilancio dell'operazione condotta oggi dai Carabinieri Forestali e dalle Guardie Venatorie e Zoofile del WWF Italia all'interno del Parco nazionale del Vesuvio.

I militari, insieme ai volontari, hanno scoperto e smantellato un sistema di bracconaggio all'interno di un noccioleto nel Comune di Boscoreale dove i bracconieri avevano sistemato un vero arsenale dedicato alla cattura dell'avifauna.

Bracconaggio Boscoreale

Nella privacy offerta dal noccioleto, i bracconieri avevano sistemato tre reti, sei gabbie trappole e tre richiami elettroacustici vietati. Ma non è tutto, poco distante sono state rinvenute numerose gabbie contenenti animali vivi, soprattutto uccelli ma anche rettili, catturati dai bracconieri. In totale sono stati tratti in salvo: 70 cardellini, 9 tordi, 9 lucherini, 11 verzellini, 11 frosoni, 3 storni, 6 peppole, 4 quaglie, 3 quaglie californiana, 10 pernici.

Il proprietario del fondo è stato denunciato e dovrà rispondere a livello penale e amministrativo della detenzione di fauna selvatica. Con il supporto del Servizio veterinario dell'Asl di Napoli i cardellini e gli altri uccelli autoctoni sono stati subito reintrodotti in natura. Discorso diverso per le pernici che in quanto specie alloctone sono state affidate alla custodia giudiziaria in attesta di essere liberate nel loro ecosistema.

Bracconaggio Boscoreale

Il WWF Italia ha censurato questa pratica sottolineandone i risvolti più crudeli: «Queste attività alimentano, di fatto, un commercio illegale, spesso gestito da persone vicine ad ambienti criminali e senza scrupoli. Basti pensare che per migliorare le doti canore, alcuni di questi uccelli vengono accecati con ferri roventi e detenuti in condizioni pietose». L'associazione ha ricordato inoltre che «La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale», e come tale chi li cattura e detiene illegalmente viene punito dalla legge 157/91 con sanzioni anche molto salate.

La repressione legislativa però non basta a fermare queste pratiche illecite che continuano nel Parco del Vesuvio. Quest'area naturale, trovandosi lungo la rotta che dall'Africa sud-sahariana conduce ai paesi dell'Europa centro e nord-occidentale, rappresenta un crocevia di fondamentale importanza per numerose specie migratorie.

Ma non è solo per il suo ecosistema che il Parco Nazionale del Vesuvio, a ridosso dell'agro di Boscoreale, è diventato teatro di simili episodi. La criminalità organizzata ha un ruolo importante nelle attività di "zoomafia" e nel traffico di cuccioli dall'est Europa, non è quindi un caso che proprio qui, dove il dominio dei clan è ancora forte, siano frequenti anche le operazioni anti-bracconaggio.