Loro lo avrebbero fatto per lui e lui non ha avuto esitazioni a farlo per loro. E così quando li ha visti in difficoltà, Leonardo DiCaprio, fervente attivista e sempre in prima linea per difendere le cause ambientaliste e animaliste, si è lanciato nell’acqua gelida per salvare Jack e Jill, i suoi due Siberian Husky (ce n’è anche un terzo, ma non era presente).

Secondo quanto riportato dai media, l’attore americano si trovava a Boston durante le riprese di Don’t Look Up, il film nel quale era impegnato, accompagnato dai due cani. Quando, però, ha visto uno dei due che cadeva nelle acque gelide e l’altro che lo raggiungeva per aiutarlo, rischiando di annegare entrambi, il Jack Dowson di Titanic, chissà che l’esperienza non l’abbia aiutato, non ha titubato un attimo prima di tuffarsi in loro soccorso.

A rivelare l’episodio del lago ghiacciato e dell'"eroico" salvataggio, è stato lo stesso attore durante lo show «Around The Table» a Entertainment Weekly, quando gli è stato chiesto di condividere i momenti più interessanti successi sul set. Del resto, nulla di meno ci saremmo aspettati dal divo più green di Hollywood che ha adottato i due Husky, Jack e Jill, nel 2020, che sono diventati i fratelli di Sally, il terzo cane della famiglia, sempre della stessa razza.

Le battaglie ambientaliste e animaliste del divo di Hollywood

Leonardo DiCaprio è ormai un’icona dell’ambientalismo e le sue battaglie a favore della conservazione degli oceani, della salvaguardia delle specie a rischio di estinzione, del riscaldamento globale hanno eco in tutto il mondo.

Con la sua Leonardo DiCaprio Foundation, fondata nel 1998, è costantemente impegnato in attività di sensibilizzazione e raccolta fondi. Prende parte a conferenze mondiali, incontra i presidenti degli Stati Uniti con i quali discute i temi dell'ambientalismo. Ha prodotto diversi documentari per accendere sempre di più i riflettori sulle più grandi eco-sfide dei nostri tempi. È diventato ambasciatore ONU contro il cambiamento climatico nel 2014 e il Time nel 2016 lo mette al primo posto tra le persone più influenti del mondo.

In tempi più recenti, ha creato la fondazione ambientalista Earth Alliance attraverso la quale ha donato cinque milioni di dollari per salvare la foresta amazzonica devastata da incendi. Così come nel gennaio 2020 ha donato tre milioni di dollari per gli incendi in Australia.

Tra le ultime battaglie dell’attore per salvare il Pianeta dai cambiamenti climatici, quella di diminuire il consumo di carne, cambiando alimentazione a favore di un regime vegetale. E per passare dalla parole ai fatti, ha deciso di investire in due società pioniere nel settore emergente della carne sintetica, che sono riuscite a creare in vitro, dalle cellule animali, quindi senza macellazione, il primo hamburger e le prime bistecche.

L’industria della carne è oggi una delle principali responsabili dell’emissione di gas serra nell’atmosfera, producendo il 14% delle emissioni globali, più dell’intero settore dei trasporti. Secondo uno degli studi più imponenti mai realizzati sul tema, The Green, Blue and Grey water footprint of farm animals and animal product, l’impronta idrica della carne bovina è molto pesante: per produrre 1 chilo di carne occorrono 15.415 litri di acqua.

Di contro, dallo studio emerge che invece occorrono solo 322 litri di acqua per produrre un chilo di vegetali o 1.644 litri per produrre un chilo di cereali. Una differenza abissale, che conferma che le nostre scelte alimentari e l’adozione di una dieta meno ricca (se non priva) di carne, avrebbe un impatto significativo sulle emissioni globali di CO2 e metano.