Stanno destando molto scalpore alcune foto diventate virali di una capretta che sarebbe nata "col volto umano". Le immagini pubblicate da diverse testate arrivano dall'India e sono state scattate in un villaggio del Gangapur Village, nell'Assam. Secondo alcuni quotidiani locali la nascita sarebbe un vero e proprio mistero, che avrebbe attirato l'attenzione e l'interesse di scienziati e veterinari.

La realtà è ovviamente ben diversa e ha molto poco di misterioso. La povera capretta, nata prematuramente, altro non è che un feto malformato, morto e sepolto pochissimi istanti dopo la nascita. Per quanto possa sembrare bizzarro e insolito si tratta di un evento piuttosto comune e ben noto tra gli allevatori, soprattutto in Paesi come l'India dove l'allevamento è tanto diffuso.

In passato ci sono state infatti  molte altre segnalazioni di feti "vagamente umani" nati prematuramente che di tanto in tanto ricominciano a circolare in Rete. La vaga somiglianza col volto umano è chiaramente frutto di un'interpretazione errata dal punto di vista umano. Anche senza scomodare gli effetti della pareidolia, l'illusione subcosciente che tende a far ricondurre a forme e immagini note oggetti casuali, è chiaro che in quanto mammiferi, soprattutto nei primi stadi dello sviluppo embrionale, abbiamo diverse caratteristiche in comune per quanto riguarda la biologia dello sviluppo.

Poi nelle capre – e in qualsiasi altro animale – mutazioni e malformazioni impreviste accadono di tanto in tanto e spesso, come in questo caso, risultano fatali.

Cercando nei meandri del web non è così difficile imbattersi in caprini vivi e vegeti le cui fattezze ricordano vagamente il viso della nostra specie. Anche in questi casi si tratta di individui malformati che però sono riusciti a sopravvivere nonostante tutto. Tra i più comuni disturbi nello sviluppo c'è per esempio la ciclopia, un raro difetto genetico che causa uno sviluppo anomalo del volto, che in alcuni casi produce un'unica cavità orbitaria più o meno completa che dà all'animale l'aspetto appunto di un ciclope.

Ma anomalia genetiche e non dello sviluppo scheletrico facciale ne esistono tantissime: non occorre perciò scomodare alieni, improbabili ibridi capra-umano e altri misteri irrisolti per trovare una spiegazione a una povera e sfortunata nascita di un animale malformato.

Kodami ha scelto di non pubblicare le immagini perché nulla aggiungono rispetto a quanto scritto e per non urtare la sensibilità dei lettori mostrando il corpo senza vita di un animale malformato.