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27 Settembre 2022
16:06

La Svizzera dice no alla fine dell’allevamento intensivo: bocciata l’iniziativa popolare

Il 62,86% dei votanti al referendum contro l'allevamento intensivo si è detto contrario all’abolizione: il sì ha ottenuto 1.062 674 voti, pari al 37,1%

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I cittadini svizzeri hanno bocciato l’iniziativa popolare che ha portato al referendum sull’abolizione dell’allevamento intensivo. Domenica 25 settembre, giornata in cui gli italiani sono andati alle urne per le elezioni politiche, in Svizzera la popolazione è stata chiamata a esprimere il proprio parere sulla possibilità di abolire per sempre l’allevamento intensivo. E il 62,86% dei votanti si è detto contrario all’abolizione: il sì ha ottenuto 1.062 674 voti, pari al 37,1%.

Al referendum ha partecipato il 53% della popolazione. Solo la città di Basilea ha approvato il testo proposto dalle associazioni promotrici dell’iniziativa popolare – Sentience, Vier Pfoten, la Fondazione Franz Weber e Greenpeace in testa – mentre negli altri cantoni i voti contrari sono stati la maggioranza, seppure in percentuali differenti. L’iniziativa popolare invocava una modifica della Costituzione Federale, chiedendo che sancisse esplicitamente la tutela della dignità degli animali da allevamento come bovini, polli o suini, e proponeva che la Svizzera vietasse l’allevamento intensivo in quanto «sistematicamente lesivo del benessere degli animali». Nel concreto, le richieste erano di prevedere condizioni di ricovero e cura rispettosi degli animali, l’accesso regolare a spazi esterni, gruppi più piccoli e una macellazione rispettosa.

Il Consiglio federale, nel presentare l’iniziativa, aveva già espresso voto contrario invocando anche la violazione di «accordi con importanti partner commerciali», visto che i nuovi requisiti proposti, oltre a soddisfare almeno le direttive Bio Suisse 2018, avrebbero impattato anche sull’importazione di animali, prodotti animali e derrate alimentari con ingredienti di origine animale: «Il popolo dei cantoni ha rifiutato l’iniziativa popolare contro l’allevamento intensivo – è stato il commento del Consiglio Federale svizzero, che aveva già dato parere contrario – i cittadini evidentemente ritengono che il benessere degli animali nel Paese sia già ben tutelato dalla vigente normativa e che non vi fosse necessità di modificar a questo proposito la Costituzione federale. La Svizzera dispone di una legge sulla protezione degli animali fra le più severe al mondo, e la Confederazione promuove, come sancito nella Costituzione, forme di produzione agricola particolarmente in sintonia con la natura e rispettose dell’ambiente e degli animali. Sempre più animali da reddito vivono in stalle che rispondono alle loro esigenze e hanno regolarmente accesso a spazi esterni».

La bocciatura al referendum rappresenta, per le associazioni promotrici, un’occasione persa: «Abbiamo perso l'opportunità di un vero cambiamento di sistema, lontano dalla massimizzazione dei profitti a scapito degli animali, dell'uomo e dell'ambiente – è stato il commento – L'iniziativa ha avviato un dibattito atteso da tempo. Ha anche dimostrato che le condizioni agricole in Svizzera sono notevolmente abbellite dal settore. Anche i rivenditori devono finalmente assumersi le proprie responsabilità. È loro dovere garantire che le loro immagini pubblicitarie corrispondano effettivamente alla realtà vissuta dagli animali da allevamento. Ci è ormai chiaro che l'agricoltura deve evolversi».

Le associazioni hanno quindi promesso che continueranno a lottare «per una Svizzera senza agricoltura intensiva», ringraziando le persone che hanno consentito di raccogliere le 100.000 firme necessarie per avviare l’iniziativa popolare e promettendo loro di proseguire nella battaglia.

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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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