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5 Marzo 2024
7:30

La Provincia Autonoma di Trento abbatterà fino a 8 orsi all’anno: Il Consiglio provinciale dà l’ok

È definitivo: il Consiglio provinciale di Trento ha approvato il disegno di legge per abbattere fino a 8 orsi all'anno. La legge entrerà ufficialmente in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

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Fonte: Archivio Provincia Autonoma di Trento

Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato il disegno di legge per abbattere fino a 8 orsi all'anno per tre anni. L'iter legislativo ha quindi concluso il suo percorso in tempi brevissimi: dall'annuncio del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, all'approvazione definitiva sono trascorsi meno di due mesi, nel corso dei quali hanno dato il via libera la Giunta, la Commissione competente in materia e oggi il Consiglio, con 19 voti favorevoli, 2 contrari e 11 astenuti. La legge entrerà ufficialmente in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Il ddl n. 11/XVII​ va ad abrogare l'articolo 1bis e a modifica l'articolo 1 ter della legge provinciale 11 luglio 2018, n. 9 relativa alle misure di prevenzione e d'intervento previste per i grandi carnivori. La legge, fino ad oggi prevedeva u iter preciso per la cattura e la rimozione di un orso al verificarsi di una delle seguenti condizioni:

  1. l'esemplare è segnalato in centro residenziale o nelle immediate vicinanze di abitazioni stabilmente in uso;
  2. l'esemplare provoca danni ripetuti a patrimoni per i quali l'attivazione di misure di prevenzione o di dissuasione risulta inattuabile o inefficace;
  3. l'esemplare attacca, con contatto fisico;
  4. l'esemplare segue intenzionalmente delle persone;
  5. l'esemplare cerca di penetrare in abitazioni, anche frequentate solo stagionalmente.

Prima quindi, un orso poteva essere ucciso se cercava di entrare nelle abitazioni, nei paesi, o attaccava direttamente le persone, e non c’erano altre soluzioni percorribili. Questi requisiti non sono più necessari con la modifica: il presidente della Provincia può autorizzare liberamente l'abbattimento di un orso sulla base del numero definito annualmente, che per il 2024-2025 è di massimo «otto esemplari all'anno, di cui non più di due femmine adulte e non più di due maschi adulti», secondo le stime elaborate dall'Ispra. A partire dal 2026, le quote massime andranno però ridefinite «in base agli ulteriori dati demografici che saranno disponibili», sottolinea la Provincia.

Le associazioni di tutela animale, come l’Enpa, già promettono battaglia: «Chiediamo che il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, faccia da capofila in questo intervento del Governo, un atto che consideriamo necessario, un dovere morale e istituzionale da parte del Governo. Ministro che recentemente aveva finalmente preso posizione sulla necessità di una seria politica di prevenzione da parte della Pat, come nel caso dell’adozione a tappeto dei cassonetti anti-orso».

A presentare il ddl era stato presentato da uno dei fedelissimi di Fugatti, l'assessore alle Foreste Roberto Failoni, titolare anche della delega ai grandi carnivori. Failoni è entrato in Giunta a ottobre di quest'anno con la riconferma di Fugatti alla guida di Trento, arrivata al termine di una campagna elettorale giocata sulla pelle di orsi e lui. Prima del 5 aprile 2023, il giorno in cui Andrea Papi ha perso la vita dopo aver incontrato l'orsa JJ4 e i suoi cuccioli nei boschi sopra Caldes, l'amministrazione provinciale non aveva mai concentrato tante energie e comunicati stampa alla gestione dei grandi carnivori.

Una non-gestione lamentata dalle associazioni del territorio che si occupano di fauna selvatica, dai cittadini – a cominciare proprio dai genitori di Andrea Papi -, e dagli esperti. Tutti, secondo la propria competenza lamentano la mancanza di informazione agli abitanti e turisti della Val di Sole, e l'assenza di misure adatte a evitare l'avvicinamento degli orsi ai centri abitati, come ad esempio i cassonetti anti-orso.

Ora a pagarne il prezzo più alto di una politica che vede negli abbattimenti il principale strumento di gestione dei selvatici sono i cittadini che vivono i boschi, e gli orsi trentini. Uccidere tutti gli orsi ritenuti problematici non è una misura di prevenzione: se non si rende il territorio a prova di plantigrado la tragedia vissuta dalla famiglia di Papi rischia di ripetersi.

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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