Le autorità sanitarie finlandesi hanno deciso di somministrare il vaccino anti-COVID-19 ai visoni. Dunque, si procederà celermente ad immunizzare anche  questi animali che ricordiamo sono allevati per la loro pelliccia. Ma come mai si è arrivati a questa decisione?

Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 è capace di infettare le cellule dell’apparato respiratorio non solo dell’uomo ma di numerose altre specie di animali domestici e selvatici: cane, gatto e felidi selvatici, scimmie, furetti, hamster,cervi dalla coda bianca e visoni. Generalmente, gli animali non manifestano la malattia polmonare grave ma sia sperimentalmente che durante l’infezione naturale il virus replica nell’organismo. L’allarme era scattato nell’Aprile 2020 nei Paesi Bassi quando in alcuni allevamenti di visoni era stata diagnosticata l’infezione da SARS-CoV-2. Successivamente, nel giugno dello stesso anno, si erano registrati dei focolai di infezione in tre allevamenti. Da settembre in poi si è verificato un forte aumento del numero di allevamenti infetti in vari stati tra cui la Spagna, Polonia, Lituania USA, Canada ed anche Italia. Il virus negli allevamenti si è trasmesso facilmente da individuo infetto a soggetto sano anche in considerazione della stretta vicinanza degli animali che vivono nelle gabbie. Gli animali colpiti fortunatamente manifestano segni clinici di lieve entità riguardanti l’apparato respiratorio e digerente ma in alcuni è sopraggiunta la morte a causa di una grave polmonite.

Non c’è dubbio che il SARS-CoV-2 è stato introdotto per la prima volta negli allevamenti di visoni dall'uomo circolando ampiamente tra gli animali per diverse settimane. Nonostante le rigorose misure di biosicurezza, il virus però si è trasmesso tra gli allevamenti con modalità ad oggi non del tutto chiare. Tuttavia, è importante rilevare che il virus che è circolato nei visoni è mutato ed una nuova variante di SARS-CoV-2 con variazioni della proteina spike (la molecola che serve al virus per agganciare le cellule umane) è stata identificata in Danimarca in cinque allevamenti, nello Jutland settentrionale. L’aspetto ancora più importante è che questa variante è stata rilevata anche in dodici persone come confermato dalle indagini biomolecolari.

Dunque, il virus mutato può trasmettersi da animale a uomo. A fronte di tutto ciò, le autorità danesi hanno deciso di macellare tutti gli animali per evitare che il virus circolasse ancora per lungo tempo negli allevamenti. La circolazione di un virus mutato trasmissibile all’uomo può rappresentare una nuova problematica che tiene acceso il fuoco della pandemia.  Inoltre, la circolazione sostenuta favorisce l’emergere di varianti che poi possono passare all’uomo, come già successo, rappresentando un rischio per la salute pubblica.

Così, per evitare conseguenze sulla salute dell’animale e dell’uomo, i ricercatori dell’Università di Helsinki hanno sviluppato un vaccino (FurcoVac) per la prevenzione della malattia nei visoni rendendo subito disponibili mezzo milione di dosi per i mille allevamenti presenti in Finlandia.  Si tratta chiaramente di un vaccino sperimentale che però come gli altri approvati per l’uomo, daranno un contributo alla prevenzione della malattia anche in questa specie animale che speriamo venga presto liberata da condizioni di allevamento che non solo limitano la libertà degli animali ma favoriscono l'insorgenza di malattie pericolose per loro e per noi uomini.

Stop agli allevamenti di visoni in Italia fino alla fine del 2021

Covid-19, serve il vaccino per gli animali?