rifugi ucraina
in foto: Credit: Facebook @ Natasha Mazur

A sei giorni dall’invasione militare dell’Ucraina da parte delle truppe russe di Vladimir Putin, la situazione nel Paese ha raggiunto livelli di crisi ormai altissimi. E i cittadini che non sono riusciti o non hanno voluto lasciarlo devono fare i conti con le pesantissime ricadute della guerra: non solo morti e feriti, ma anche la scarsità di acqua e cibo, l’impossibilità di fare rifornimenti, l’interruzione della fornitura di acqua, gas ed energia elettrica.

Anche i rifugi per animali stanno lottando contro questa emergenza. Cibo e medicinali scarseggiano, anche perché il numero di cani, gatti e altri animali domestici è aumentato dopo che molti sono stati abbandonati dalle loro famiglie durante la fuga o sono fuggiti. In molti casi gli animali sono feriti, spaventati e sotto stress, e provvedere alle esigenze di tutti sta diventando una prova titanica.

Acquistare cibo e mangime è diventato infatti praticamente impossibile, e anche in presenza di negozi e fornitori aperti mancano i contanti per fare gli acquisti, visto che agli sportelli non è ormai più consentito ritirarli. I rifugi ucraini stanno inoltre affrontando la carenza di acqua, elettricità e gas a causa delle mancate forniture o dei bombardamenti, e sui social network rimbalzano quotidianamente appelli in cui operatori e volontari chiedono aiuto sia dal punto di vista economico, quando possibile (e con tutte le limitazioni ai trasferimenti economici) sia per donazioni di cibo, medicinali, coperte e quanto può essere necessario per accudire gli animali.

Rifugi bombardati e a corto di cibo, acqua ed elettricità

«Stamattina sono arrivati diversi cani del vicinato e sette cuccioli di Rottweiler appena nati da Kharkov, che è stata bombardata – hanno fatto sapere i gestori del rifugio Shelter Friend di Dnipro – In tempi normali non avremmo potuto accettarli, non collaboro con gli allevatori, ma quantomeno non sono stati lasciati a loro stessi».

Il rifugio Gostomel di Kiev è in situazioni ancora peggiori: è stato colpito dalle forze armate russe durante i bombardamenti, e alcuni animali sono morti colpiti da detriti, armi da fuoco o per infarto. Operatori e volontari hanno continuato a lavorare per assistere le centinaia di animali presenti nella struttura, ma la situazione sta diventando ormai insostenibile e le scorte di acqua sono state rimpinguate dalla pioggia dei giorni scorsi, raccolta.

«Abbiamo fatto scorta di cibo, circa 480 chilogrammi, perché non sappiamo quando potremo nuovamente acquistarlo – spiegano su Facebook – Abbiamo bisogno di benzina, cibo, articoli per l’igiene personale. Resistiamo, non sappiamo dove e quanto potremo trovarne altro».

Qualche giorno fa gli operatori del rifugio si erano rivolti direttamente al presidente ucraino Zelenskyy: «Abbiamo rivolto tre appelli ai gestori delle linee elettriche regionali chiedendo di ripristinare l'elettricità, perché ieri il nostro rifugio era sulla linea di fuoco, tra le forze armate ucraine e i carri armati russi. Hanno sparato anche al rifugio. Gli animali sono stati uccisi, l'edificio danneggiato. E siamo senza energia elettrica. Oggi è stato un giorno tranquillo, ma gli operatori lavorano solo se si sentono al sicuro. Non non possiamo aspettare che siano al sicuro, gli animali soffrono di sete».

Il centro ippico senza fieno

Al Dream Equestrian Club di Kiev, struttura che accoglie cavalli salvati dal macello o da altre situazioni degradate, i titolari hanno chiesto aiuto per i cavalli: hanno fieno soltanto per due giorni e stanno attingendo all’erba secca nei boschi per cercare di aumentare la riserva, che deve sostenere 9 cavalli, di cui una incinta e in procinto di dare alla luce un puledro.

«Cerchiamo qualcuno che possa trasportare il fieno da Voron'kiv alla stazione della metropolitana Krasny Khutor – è l’appello lanciato sui social – qualsiasi macchina andrà bene, anche con un piccolo rimorchio. Il porridge, durerà un mese, ma il fieno è il cibo principale per i cavalli e manca. Abbiamo salvato i cavalli in passato e li abbiamo nutriti, non vogliamo che sentano di nuovo la fame che già avevano sentito prima. Se qualcuno ha fieno o paglia sulla riva sinistra, non lontano dalla stazione della metropolitana Krasny Khutor, ci contatti».

Richieste di aiuto che si moltiplicano giorno dopo giorno, via via che le risorse messe da parte iniziano a scarseggiare e le scorte terminano mentre gli attacchi continuano. Impossibile a oggi accertare il numero di animali morti sotto i bombardamenti e i colpi d'arma da fuoco o quelli abbandonati, ma è certo che le conseguenze si faranno sentire per moltissimo tempo.