Un soldato che sorride a un cane che guarda verso il suo viso, appoggiato a lui, nel bel mezzo di una cucina a soqquadro. È l’immagine che negli ultimi giorni è stata molto condivisa sui social perché racconta una storia, quella di Bavaria, un cane trovato da alcuni soldati ucraini in un appartamento in un villaggio alle porte di Kiev, rimasto solo dopo che gli umani che vivevano con lui sono fuggiti.

Il cane, si è poi ricostruito, è uscito allo scoperto quando uno dei soldati entrati nell’appartamento ha agitato un gioco che ha fatto rumore, attirando la sua attenzione. I militari erano entrati in cerca di superstiti in un edificio bombardato, e all’interno hanno trovato il caos lasciato da persone in fuga – giocattoli, pentole sui fornelli, vestiti – e lui, Bavaria. Chiuso tra le mura di casa, con ancora del cibo e dell’acqua a disposizione, forse lasciato con l'idea che così avrebbe potuto sopravvivere sino al ritrovamento da parte di qualcuno.

La storia di Bavaria è in effetti finita bene: trovato dai soldati – uno dei quali lo ha immediatamente preso sotto la sua ala protettiva – è stato poi affidato alle cure di una donna che lo ha preso in carico e che cercherà come prima cosa di rintracciare i suoi umani, per poi trovargli una nuova sistemazione. Per un animale domestico ritrovato chiuso in casa, però, decine di altri sono morti o rischiano di morire perché rimasti all’interno di appartamenti, da cui non possono scappare e in cui è impossibile entrare a meno di non forzare porte o finestre. E a meno di non sapere che sono all’interno, chiaramente, cosa che spesso non avviene.

Le associazioni si mobilitano per salvare gli animali in trappola

Il problema è noto sin dai primi giorni dello scoppio del conflitto in Ucraina. Se molto si è parlato delle persone che si sono rifiutate di scappare dalla guerra e lasciare il Paese senza i loro animali, l’altra faccia della medaglia sono le persone che hanno deciso di abbandonarli e di fuggire senza l’impaccio rappresentato da un cane al guinzaglio o da un gatto nel trasportino.

Alcuni lo hanno fatto scientemente, altri invece hanno preso una decisione difficilissima: puntare sul fatto che le mura di casa potessero proteggere l’animale dai bombardamenti e dagli attacchi, scappare il più velocemente possibile e poi tornare a recuperarlo o farlo recuperare non appena la situazione fosse stata più tranquilla. I problemi sono sorti quando la guerra si è prolungata e i russi non hanno manifestato intenzione di retrocedere, rendendo i combattimenti sempre più intensi. E molti animali sono rimasti intrappolati nelle case, condannati a morire, se non per i bombardamenti, per la fame o la sete.

Proprio per salvare questi animali si sono mobilitate le associazioni animaliste attive sul territorio e sui social hanno iniziato a diffondersi appelli per cercare di aiutare cani e gatti rimasti chiusi in casa a sopravvivere. UAnimals, il movimento umanista per i diritti animali fondato da Oleksandr Todorchuk e Olga Chevganyuk, ha condiviso un vademecum che ha invitato a «far girare».

Tra i consigli se si sospetta che ci sia un animale dentro un appartamento serrato ci sono provare a forzare la porta o, in alternativa, praticarvi un foro con un cacciavite o un punteruolo per usarlo come passaggio dentro cui far passare cibo tagliato a pezzettini, e anche acqua per creare una piccola pozzanghera da cui farlo bere. E poi contattare il proprietario dell’appartamento per capire quanti animali ci sono all’interno e capire se e quanto tornerà o se ci sono chiavi lasciare da qualche parte per poter entrare.

Il tam tam dei consigli per aiutare gli animali rimasti chiusi in casa

Anche il Kyiv Animal Rescue Group, composto da volontari di ogni genere (dai vigili del fuoco agli speleologi passando per veterinari e comuni cittadini), ha dedicato parte dei suoi sforzi a salvare gli animali intrappolati nelle case, creando una chat ad hoc su cui inviare segnalazioni. Da loro sono arrivati anche consigli aggiuntivi: «Se i proprietari dell'appartamento accettano di aprire la loro casa con gli animali lasciati lì, è necessario ottenere le foto dei loro documenti (via Internet), ma è meglio fare un video e aprire l'appartamento in presenza di vicini o polizia o militari, chiamando il servizio di apertura di emergenza delle porte – hanno spiegato – Se la serratura non viene più chiusa dopo un'apertura di emergenza, occorre prestare attenzione anche alla sostituzione della serratura o alla protezione dell'appartamento».

«Se non puoi entrare nell'appartamento, puoi nutrire e abbeverare i gatti/cani dove si trovano. Per farlo, estrai lo spioncino dalla porta e gettaci dentro del cibo secco, taglia piccoli pezzi di carne, versa l'acqua attraverso una siringa o un tubo sottile da una goccia o da uno scarico del condizionatore d'aria», proseguono. E nel caso in cui la porta fosse blindata, il consiglio è di fare un foro nel muro tra due appartamenti contigui in modo che l'animale possa entrare nell'appartamento dei vicini, o in alternativa un buco delle dimensioni di una ciotola per inserire all’interno acqua e cibo.

«Se gli animali sono rinchiusi al piano terra e la finestra è aperta per la ventilazione, puoi lanciare cibo secco attraverso la finestra e provare a raggiungerla per portare dentro anche acqua – proseguono dal gruppo – Se gli animali sono rinchiusi in appartamenti su altri piani e c’è un balcone, si può rompere la finestra e gettare dentro del cibo secco».

Manovre di emergenza, sottolineano dai gruppi di volontari, fondamentali però per garantire la sopravvivenza di animali lasciati indietro e condannati a morte certa.