Eleonora, la tartaruga marina che il 7 gennaio 2021 era rimasta accidentalmente intrappolata nella rete di due pescherecci nel Golfo di Salerno, è stata rilasciata in mare il 19 febbraio con un GPS sul carapace per tracciarne i movimenti. Il GPS, che è stato istallato dal Turtle Point della Stazione Zoologica A. Dohrn di Napoli in collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e con lo staff dell'Area marina protetta di Punta Campanella, ha rivelato che Eleonora ha percorso ben 520 chilometri in 18 giorni, partendo da Massa Lubrense e arrivando fino al largo della Sicilia, tra Messina e Milazzo. Ecco il post pubblicato su Facebook dall'Amp di Punta Campanella:

Il GPS è uno strumento che viene spesso utilizzato per approfondire la conoscenza su diversi aspetti di alcune specie animali. Attraverso il tracciamento dei movimenti permette infatti di acquisire molte informazioni utili per poter proteggere la specie e capire, ad esempio, se la reintroduzione in mare ha avuto effettivamente successo. Nel caso di Eleonora sembra aver funzionato e questo è molto importante in quanto la Caretta caretta è una specie protetta e definita vulnerabile secondo la IUCN (International Union for Conservation of Nature) ed è quindi necessario tutelarla e arginare il suo declino dovuto principalmente alle attività antropiche.

Gli esperti suggeriscono che ora il suo viaggio continuerà verso Sud, auspicando inoltre che possa filare liscio senza incappare in nessun altro incidente di percorso.

Tartarughe recuperate a Punta Campanella, alla scoperta del "Turtle Point"

La tartaruga Queen è ripartita per il suo lungo viaggio