Sin dalla loro comparsa sulla Terra, circa 4 miliardi di anni fa, grazie ad un lento processo evolutivo, gli organismi hanno adottato diverse strategie vitali per rispondere alle proprie necessità fisiologiche, separandosi in batteri, protisti, piante, funghi e animali.
Ma quali sono le caratteristiche del regno animale che differenziano i suoi appartenenti da forme di vita diverse come piante o funghi? Solo la possibilità di muoversi liberamente o vi è qualcosa di più profondo?

In effetti, a prima vista, la differenza sembrerebbe essere lo stile di vita attivo condotto dagli animali in contrapposizione alla statica esistenza degli altri due gruppi, saldamente ancorati al terreno (nella maggior parte dei casi) e sicuramente non capaci di muoversi ed aggirarsi volontariamente per il territorio. In realtà, però, la questione non è così semplice. Il regno animale comprende numerosissime specie che conducono una vita perlopiù statica, come gli animali filtratori. Si pensi ad esempio alle cozze o ai balani (detti volgarmente "denti di cane"), particolari crostacei incrostanti spesso presenti su balene o sotto le chiglie delle navi.

Partiamo quindi da una corretta definizione scientifica per poi addentrarci nelle classificazioni interne di questo gruppo.

Caratteristiche e necessità degli organismi animali

Secondo la definizione scientifica, un animale è un organismo pluricellulare, cioè formato da moltissime cellule organizzate tra loro a garantirne le funzioni vitali,  che necessita di alimentarsi cibandosi di molecole organiche provenienti da altri esseri viventi, e  pertanto definito organismo eterotrofo in contrapposizione alle piante, organismi detti autotrofi.

Anche gli organismi appartenenti al regno dei funghi tuttavia condividono queste caratteristiche: essi possono essere pluricellulari e sempre eterotrofi, proliferando sul materiale organico in decomposizione. Qui la distinzione con gli animali, sebbene possa essere quasi sempre evidente, tecnicamente risiede in caratteristiche cellulari estremamente peculiari, come la presenza di una parete cellulare e numerosi nuclei.

Gli animali, insomma, grazie alla necessità di doversi procurare materiale organico per il proprio sostentamento, hanno, sin dalla loro comparsa centinaia di milioni di anni fa, conseguentemente evoluto uno stile di vita attivo ed un sistema nervoso per elaborare rapidamente gli stimoli esterni. Per orientarsi correttamente nelle tre dimensioni l'evoluzione ha favorito piani corporei simmetrici e la sistemazione dei principali organi sensoriali in posizione frontale, con lo sviluppo di una testa.
Ma l'evoluzione non è un percorso lineare: molti animali, come i filtratori, possono aver regredito tali capacità per riadattarsi a stili di vita più semplici e meno dispendiosi.

Anche la necessità di riprodursi tramite la sessualità (sebbene condivisa anche dagli altri regni), ha comportato importanti cambiamenti morfologici e comportamentali, come ad esempio la distinzione in due sessi e affascinanti rituali di accoppiamento. La riproduzione sessuata, molto più dispendiosa in termini energetici della riproduzione asessuata, o clonazione (metodo ancora adottato da tantissimi organismi), è molto utile a garantire variabilità genetica e quindi offrire maggiori capacità adattative alla propria prole.

I principali gruppi all'interno del regno animale

Quello degli animali è senza dubbio il regno vivente che presenta la maggior biodiversità: milioni e milioni di specie note e, secondo le stime degli esperti, milioni di specie ancora da scoprire. Per fare un confronto, il regno vegetale conta solo circa 400mila specie conosciute.

Ma come si differenzia al suo interno? Possiamo suddividere il regno animale in vari modi. Innanzitutto possiamo distinguere gli animali in invertebrati, comprendenti diversi phyla, non dotati di uno scheletro interno, e vertebrati, principali membri del phylum dei cordati, dotati di uno scheletro interno e di una colonna vertebrale.

Principali phyla di invertebrati:

  • Poriferi: spugne di mare
  • Cnidari: meduse, anemoni e coralli
  • Platelminti: tenie e vermi piatti
  • Nematodi
  • Anellidi: lombrichi, sanguisughe e spirografi
  • Artropodi: insetti, ragni, crostacei e millepiedi
  • Molluschi: polpi, seppie, calamari, lumache, cozze e ostriche
  • Echinodermi: ricci di mare, stelle  di mare, cetrioli di mare e stelle serpentine

Classi di vertebrati, membri del phylum dei cordati:

I due gruppi quindi, non suddividono gli animali equamente: la stragrande maggioranza di essi è invertebrata!

Metodi alternativi di classificazione

Ma possiamo anche effettuare diverse categorizzazioni del regno animale non legate alla tassonomia (e quindi alla storia evolutiva), ad esempio in base al tipo di alimentazione (come tra erbivori e carnivori, ma anche più nel dettaglio tra fuggivori, insettivori, filtratori, pascolatori, spazzini, ecc.) o magari a caratteristiche funzionali come la distinzione tra animali omeotermi, o a "sangue caldo" ed eterotermi, o a "sangue freddo".

I primi, cui appartengono mammiferi e uccelli, tendono a mantenere una temperatura corporea stabile a prescindere da quella esterna, mentre i secondi, che comprendono tutti gli invertebrati e molti vertebrati come pesci, anfibi e rettili, hanno una temperatura corporea variabile in base a quella esterna.

I due stili di vita hanno importanti risvolti metabolici ed ecologici, impattando sulle richieste energetiche e sulla capacità di adattamento ai diversi climi. Non troveremo mai coccodrilli in Antartide, (non a caso tutti gli animali polari che vi vengono in mente sono mammiferi o uccelli), ma le richieste metaboliche molto basse consentono a questi animali di non mangiare anche per due anni.