Ogni scherzo è concesso il primo aprile ed è il giorno in cui, dopo ogni buona riuscita, deve seguire improrogabilmente l'esclamazione "Pesce d'aprile!". Ma da dove viene questa tradizione? Non c'è una risposta univoca a questa domanda, ma le ipotesi riguardo le origini della "giornata degli scherni" sono diverse.

Secondo l'Encyclopædia Britannica uno dei possibili motivi è da ricercare nella Francia della seconda metà del Cinquecento quando, con l'applicazione dell'editto di Roussillion del 1564 e del calendario gregoriano nel 1582, i festeggiamenti per l'anno nuovo vennero spostati dal 25 marzo al primo gennaio. Non tutti però si adeguarono a questo cambiamento e chi continuò a festeggiare il nuovo anno a fine marzo venne preso di mira e fatto oggetto di scherno. Ma qual è invece il collegamento con i pesci?

Storia e origini del pesce d'aprile

Il legame tra pesci e scherzi non è di certo intuitivo: non vi sono caratteristiche comportamentali e fisiche che ci danno l'idea del pesce come un animale "scherzoso" o particolarmente divertente. Anche in questo caso infatti le origini del detto "Pesce d'aprile" sono incerte e oggetto di diverse interpretazioni. Una di queste fa riferimento a uno scherzo architettato da Cleopatra nei confronti di Marco Antonio durante un evento di pesca, così come raccontato da Plutarco. Il filosofo greco narra infatti che Marco Antonio per farsi "bello" agli occhi di Cleopatra chiede a alcuni pescatori di attaccargli dei pesci all'amo, ma Cleopatra se ne accorge e attua una piccola vendetta: fa attaccare alla lenza un pesce sotto sale, di una specie impossibile da trovare nel mare di Alessandria dove lui stava pescando. Quando Marco Antonio lo tira fuori infatti tutti cominciano a ridere, probabilmente anche lui stesso, portando a galla così la verità dell'inganno.

Vi sono anche altre interpretazioni alle origini del detto: ancora una volta l’Encyclopædia Britannica riporta ad esempio che potrebbe essere legato alla pesca e al comportamento del pesce in questo contesto. Chi viene deriso durante uno scherzo fa infatti un po' la figura dello stupido e abbocca con la stessa facilità di un pesce che si attacca all'amo. Un'altra spiegazione ancora invece si collega all'astrologia: a fine marzo il Sole esce proprio dalla costellazione dei pesci, il che potrebbe aver ispirato il motto. Andando oltre le spiegazioni all'origine di questa tradizione però è interessante, a questo punto, porsi una domanda: cosa c'entrano gli scherzi con gli animali?

Gli "scherzi della natura"

Sicuramente vi sarà capitato di sentir dire "è uno scherzo della natura" riferito a persone particolarmente bizzarre o dall'aspetto insolito. L'espressione ha le sue origini nel XVI e XVII quando alcuni naturalisti l'hanno utilizzata per definire quelle piante e quegli animali che non avevano mai visto prima e che erano caratterizzati da strane fattezze, misteriose appendici o comportamenti, che, almeno apparentemente, sembravano essere contrarie all'ordine naturale delle cose. Per festeggiare insieme il primo aprile, ecco che vi presentiamo alcune tra le specie più assurde, che sembra davvero che la natura abbia voluto far loro uno scherzo, del mondo animale:

Ornitorinco (Ornithorhynchus anatinus)

Questo mammifero australiano ha un aspetto davvero bizzarro,  che rende davvero difficile capire a quale gruppo animale appartiene: osservando solo il corpo sembrerebbe infatti un castoro, ma posando lo sguardo sulla faccia si direbbe chiaramente e senza dubbio un'anatra. I primi scienziati che si sono trovati davanti un'esemplare di questa specie in un museo infatti non potevano credere ai loro occhi: sembravano proprio tanti pezzi di animali diversi cuciti insieme, tant'è che pensarono fosse un falso.

Ratto canguro (Dipodomys sp.)

I ratti canguro sono dei roditori che vivono nelle zone aride del Nord America occidentale. Anche loro, come l'ornitorinco, sembrano essere costituiti da pezzi di animali diversi: hanno il corpo di un ratto ma sono bipedi con lunghe zampe simili a quelle di un canguro, che utilizzano per saltellare da un punto all'altro. Possono essere molto veloci, al punto da percorrere dieci chilometri all'ora e possono anche raggiungere lunghe distanze tra un salto e l'altro, con un record registrato di 2,75 metri. Alcune specie inoltre per comunicare si improvvisano "musiciste": tamburellano con i piedi per avvisare ad esempio della propria posizione agli altri, un comportamento definito foot drumming.

Grillo talpa europeo (Gryllotalpa gryllotalpa)

È un insetto europeo, introdotto poi anche negli Stati Uniti d'America, il cui nome deriva da alcune sue eccentriche caratteristiche. È infatti un vero e proprio grillo, in quanto fa parte dell'ordine degli ortotteri, ma è anche un po' una talpa: le zampe infatti assomigliano proprio a questo mammifero e sono adatte a scavare. È inoltre capace di spostarsi in tutti i modi possibili: riesce a camminare, volare e addirittura anche nuotare, un animale davvero affascinante!

Dermoptera

I Dermotteri sono un ordine di mammiferi, chiamati anche colughi o lemuri volanti nonostante non siano però dei veri e propri lemuri, che vivono principalmente nel Sud-Est Asiatico. La loro caratteristica più particolare è che possono planare, proprio come un deltaplano, grazie ad una membrana chiamata patagium, che collega le varie parti del corpo, dalla faccia alle zampe fino alla coda. Si possono avvistare quindi mentre planano tranquillamente da un albero all'altro arrivando a coprire una distanza di un massimo di 200 metri. Presentano inoltre delle zampe palmate che hanno fatto inizialmente pensare che fossero parenti dei pipistrelli, ma ad oggi sono considerati più vicini ai primati grazie ad alcune analisi genetiche.

Talpa dal muso stellato (Condylura cristata)

È una talpa del Nord America il cui aspetto lascia davvero senza parole: al posto del naso sembra avere una piccola e strana ventosa, frutto di un'ingegnosa architettura operata della natura. Questa particolare struttura è un organo unico con funzione tattile e costituita da più di 25.000 recettori sensoriali che permettono all'animale di identificare la preda, sopperendo così alla mancanza della vista. Quest'organo è inoltre molto sensibile e reattivo, al punto tale da riuscire a capire se una preda è commestibile in soli otto millisecondi, capacità che l'ha fatta entrare nel libro del Guinness world record.