La vitellina salvata ribattezzata Black Metal Panda
in foto: La vitellina salvata ribattezzata Black Metal Panda

Una battaglia lunga mesi arrivata a un punto cruciale: i 174 animali salvati dall’allevamento degli orrori scoperto a pochi chilometri da Agrate Conturbia, in provincia di Novara, devono trovare una nuova sistemazione, definitiva, o saranno destinati al macello. E gli sforzi dei volontari per salvarli si riveleranno vani.

A lanciare il disperato appello sono gli operatori del Rifugio Miletta, intervenuti a luglio dopo numerose segnalazioni relative a una situazione preoccupante in un allevamento. Ciò che si sono trovati davanti è andato oltre ogni aspettativa: «Un inferno alle porte di casa», è stato il commento dei volontari che hanno effettuato il sopralluogo nella struttura. Sulla carta gli animali, principalmente bovini e cavalli, avrebbero dovuto vivere allo stato semi-brado, liberi di muoversi e «trascorrere un’infanzia dignitosa prima di essere macellati. Nulla di più lontano dalla realtà», avevano spiegato dal Rifugio Milletta.

Gli animali vivevano in box diroccati, in mezzo alla sporcizia, senza cibo né acqua pulita. Alcuni erano già morti, altri in fin di vita: «Abbiamo trovato puledri di pochi mesi agonizzanti, vitelli così debilitati da non reggersi sulle zampe, animali così magri da mostrare tutte le ossa dello scheletro, senza alcun riparo dal sole, esposti a temperature di caldo record – aveva spiegato Alessandra Motta, coordinatrice del Rifugio – Questi animali hanno sofferto per la fame, per la sete, per le ferite non curate, sotto gli occhi di tutti, e sono morti nell’indifferenza comune, poiché “tanto erano solo carne da macello”».

Il sopralluogo dei volontari, documentato da video e foto, è arrivato nelle mani dei Carabinieri Forestali, che hanno fatto scattare il sequestro. Trasferiti in un alpeggio nel comune di Pettinengo pochi giorni dopo la denuncia dell’associazione, i 101 bovini, 60 cavalli, 7 asini e 6 muli adesso cercano una sistemazione definitiva. Il Rifugio Miletta ha messo a disposizione un modulo a chiunque possa accogliere uno o più animali. I requisiti principali sono essere già in possesso di un codice stalla per bovini o per equini, avere a disposizione uno spazio adeguato ed essere autorizzati dalla Asl ad avere una capienza maggiore rispetto agli animali che si stanno già ospitando.

La corsa adesso è contro il tempo, e la speranza è che tutti gli animali scampati a una morte orribile non vengano condannati ugualmente: «Bisogna comprendere che gli animali affidati non possono essere sfruttati in nessun modo – mettono però in guardia dal rifugio – Non possono essere cavalcati, macellati, sfruttati per la produzione casearia e neppure ingravidati o usati come riproduttori». Chi volesse candidarsi per accoglierli può compilare il modulo a questo link.