I ricercatori dell'University College di Cork, in Irlanda, hanno scoperto che le acque più torbide, causate in parte dal cambiamento climatico, rendono più difficile la cattura dei pesci da parte degli uccelli marini. 

In particolare lo scopo della ricerca, pubblicata su Proceedings of the Royal Society B, era quello di capire come la visibilità subacquea influisse sulla capacità degli uccelli marini di cercare pesci e altre prede. Si tratta di uno studio unico nel suo genere in quanto non ne esistono di simili che hanno come principale interesse proprio misurare l'impatto della limpidezza dell'oceano sulle capacità di orientamento subacqueo di queste specie.

Gli studiosi hanno svolto la ricerca su Little Saltee, una piccola isola al largo della costa irlandese, bardati di impermeabili e giacche anti-vento, pronti per affrontare il tipico clima di quelle zone. La sottile nebbia, simbolo delle regioni a nord dell'Europa, ha accompagnato i pazienti uomini e donne che hanno attaccato piccoli segnalatori GPS sulle penne di alcune Berte minori atlantiche (Puffinus puffinus).

Vedere sfrecciare delle berte minori davanti i propri occhi in un fresco pomeriggio di autunno su un'alta scogliera irlandese è uno spettacolo che rinfranca l'animo e fa realizzare come gli ecosistemi costieri siano ponti fra la terra, solida e sicura, e le impetuose acque oceaniche. A sorvolare le punte aguzze e le creste rocciose della costa ci sono loro: le berte minori atlantiche, uccelli grandi in media una trentina di centimetri e che possono pesare fino a oltre mezzo chilo.

È un uccello migratore di lungo raggio e nel suo incessante volare può arrivare a percorrere perfino 20.000 chilometri. Infatti, passa l'estate, fino ad autunno inoltrato, nel nord Europa o nel New England, tra Islanda, Isole Canarie e Nordafrica e d'inverno, invece, migra a sud, soprattutto in Brasile, Argentina e Cile.

Effettuare uno studio sulla limpidezza delle acque con l'aiuto delle berte è una scelta piuttosto intelligente. Questi animali si nutrono esclusivamente di pesci che cacciano durante le ore diurne in mare aperto e i loro tuffi sono degni di un campione olimpico. Di solito volano basse per individuare grandi banchi e quindi si tuffano inseguendo la preda anche per alcuni metri sott'acqua.

Proprio per questo motivo la limpidezza dell'acqua svolge un ruolo importante nella caccia e orientamento subacqueo di questi animali che preferiscono immergersi quando la visibilità è migliore. Infatti lo studio ha scoperto proprio che gli uccelli si immergono più in profondità negli orari della giornata in cui la luce del sole penetra molto sott'acqua, permettendogli di vedere meglio lo spazio circostante.

Questa sarà un'ulteriore sfida che gli uccelli marini devono affrontare, dunque: la torbidezza dell'acqua. Mentre il Pianeta si riscalda, infatti, l'oceano diventa più torbido poiché le proprietà chimiche e fisiche delle sue acque stanno cambiando a un ritmo innaturale e, fra le diverse cause, c'è proprio il cambiamento climatico. L'aumento della torbidezza dell'acqua, poi, è un pericolo non solo per le berte minori, ma per tutti gli animali che hanno bisogno di orientarsi in acqua con la vista, come pesci, artropodi o altri uccelli marini.

Allora, fra gli spettacoli naturali che non vedremo più in futuro, forse, dovremmo aggiungere alla lista proprio la fresca nebbiolina autunnale nord europea e la meraviglia delle berte che si gettano in picchiata sull'acqua e chissà quanti altri fenomeni perderemo se il cambiamento climatico continua a influenzare il Pianeta a un ritmo così incalzante.