3 Maggio 2023
17:46

Il Brasile vieta l’esportazione dei bovini vivi

Un giudice del tribunale federale di San Paolo ha accolto il ricorso del Fórum Nacional de Proteção e Defesa Animal, ricordando che «gli animali non sono cose» e imponendo lo stop alle esportazioni.

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mucche

Stop all’esportazione di bovini vivi: la decisione arriva da un tribunale federale del Brasile, paese in cui circa due mesi fa è stata vietata anche la sperimentazione animale per cosmetici, profumi e prodotti per la cura della persona. Il giudice federale Djalma Gomes, con una sentenza storica, ha ricordato che «gli animali non sono cose. Sono esseri viventi senzienti, cioè individui che provano fame, sete, dolore, freddo, angoscia e paura», accogliendo quindi il ricorso presentato dal Fórum Nacional de Proteção e Defesa Animal, che si è fatto portavoce della causa e che ha gioito per la decisione del giudice.

«Oggi si riconosce l'ovvio, e cioè che gli animali non sono una cosa, ma un essere vivente senziente con diritti e dignità fondamentali» ha detto il portavoce dell’associazione, Laerte Fernando Levai. Già nel 2017 il Forum aveva intentato un'azione civile pubblica presso il 25esimo tribunale federale di San Paolo, in cui veniva chiesto di disporre il divieto di esportazione di bovini vivi in ​​Brasile. Dopo un lungo iter processuale, è arrivata una sentenza fondamentale per i diritti degli animali, un atto formale giudiziario che «riconosce la sofferenza causata agli animali in un'attività simile alla tratta di esseri umani nell'era della schiavitù», fanno presente dal Forum.

Secondo i dati elaborati da Assocamerestero, il Brasile ha il più grande allevamento di bovini al mondo ed è, insieme agli Stati Uniti, uno dei maggiori esportatori mondiali di carne bovina, seguito da India e Australia, secondo un rapporto diffuso dall'Usda (Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti). Il Brasile è leader mondiale anche nelle esportazioni di carne di pollo dal 2004 e detiene, attualmente, il 35% di questo mercato. La sentenza del giudice Gomes potrebbe quindi avere importantissime ricadute anche economiche sul Paese, e deve ora passare il vaglio di Carlos Favaro, ministro dell’Agricoltura brasiliano, mentre il governo federale sta valutando se presentare o meno appello.

Quanto stabilito da Gomes rappresenta un importantissimo precedente, e ricalca decisioni già adottate in altri Paesi. È il caso, per esempio, della Nuova Zelanda, che dall’aprile del 2023 vieta l'esportazione via mare di animali d'allevamento e il 20 aprile 2023 è salpata l'ultima nave con un carico di animali vivi a bordo.

Lo stop in questo caso era stato stabilito dal governo, a due anni dal tifone che nel settembre del 2020 ha affondato una nave cargo uccidendo 41 membri dell’equipaggio e ben 6.000 animali. L’episodio aveva infiammato il dibattito sul trasporto animale, e le associazioni per la tutela dei diritti animali avevano invocato a gran voce una presa di posizione governativa che mettesse fine alle esportazioni di ovini e bovini vivi.

In Brasile, invece, uno dei primi atti formali del governo di Luiz Inácio Lula da Silva a tema benessere animale è stata l'imposizione dello stop allo sfruttamento degli animali per testare prodotti non medicali e del ricorso obbligatorio a «metodi alternativi riconosciuti dal Consiglio Nazionale per il Controllo della Sperimentazione Animale nello sviluppo e nel controllo di qualità di prodotti per l'igiene personale, cosmetici o profumi che utilizzino nelle loro formulazioni ingredienti o composti la cui sicurezza o efficacia non sono state scientificamente dimostrate».

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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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