La nave Karim Allah
in foto: La nave Karim Allah attraccata a Cartagena

Niente da fare: tutti gli 864 vitelli sopravvissuti al viaggio nel Mediterraneo della nave Karim Allah (su un totale degli 895 che erano partiti), saranno abbattuti. La Corte suprema di Madrid ha infatti negato la sospensione dell’ordine di macellazione degli animali che era stato richiesto dall’azienda che li trasportava. Saranno tutti uccisi al molo del porto di Escombreras, a Cartagena, in una tenda installata proprio ai piedi della nave. Decine i container che serviranno per rimuovere i cadaveri. Sulla Karim Allah era scoppiato un focolaio di Blue Tongue tra gli animali. Ciò ha portato la nave a fare una vera e propria odissea, visto che nei porti di Tripoli, Biserta e Cagliari non è stato permesso di far scendere il carico.

Sono stati i legali della nave ad aver tentato il tutto e per tutto per evitare l’abbattimento, cercando di dimostrare lo stato di buona salute dei bovini. Tra il 25 e il 26 febbraio era stato effettuato il controllo veterinario: i sanitari avevano definito che le condizioni dei vitelli, dopo più di due mesi di viaggio, impedivano la possibilità di farne uno nuovo fuori dall’Unione europea.

L’episodio della Karim Allah ha spinto, sin dall’inizio, l’Ong Animal Equality a battersi a tutela degli animali che stavano viaggiando e a chiedere l’interruzione del commercio e dell’esportazione di animali vivi al di fuori dei Paesi Ue. «Il benessere degli animali durante questi lunghi viaggi – spiegano dalla Ong – non può essere garantito e inoltre, nel caso del Medio Oriente e del Nord Africa, non vengono macellati secondo gli standard internazionali dell'Oie», l’Organizzazione mondiale per la salute animale.

Hanno vagato per mesi nel Mediterraneo per la Blue Tongue: ora i vitelli saranno abbattuti

Lingua blu: l'odissea dei vitelli a bordo di due navi bloccate nel Mediterraneo

Le navi Karim Allah ed Elbeik sono partite proprio da Cartagena a dicembre scorso, con più di 2.600 animali a bordo. La prima aveva ricevuto il no all'ingresso degli animali malati da parte del Libyan National Animal Heath Center di Tripoli. Poi è partita verso Biserta, ma è stata costretta a lasciare le acque territoriali tunisine. A seguire è rimasta ancorata al largo di Cagliari: le autorità, anche su segnalazione di Animal Equality, avevano predisposto un'ispezione, ma la nave è ripartita prima del controllo. Dal 22 febbraio si trova a Cartagena, con l'attracco al Puerto di Escombreras lo scorso giovedì 25.

La situazione critica è anche quella della Elbeik: anche lei è partita a dicembre da Cartagena e anche lì sarebbe scoppiato un focolaio di Blue Tongue. Dopo il "no" delle autorità libiche ha iniziato il suo viaggio nel Mediterraneo puntando a Est. Dopo essere stata a largo di Cipro, ora si sta dirigendo verso il porto del Pireo, in Grecia. Dei suoi 1700 animali, secondo la Animal Welfare Foundation, più di 50 sarebbero morti a bordo.