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28 Febbraio 2022
12:44

L’invasione di pesci fluorescenti GloFish in Brasile

Pesci fluorescenti modificati geneticamente sono stati scoperti in pozze naturali del sud est del Brasile. L'invasione di questi pesci rischia di danneggiare gli ecosistemi d'acqua dolce del sud America.

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Si chiamano GloFish, e non sono solo degli esseri viventi ma anche un brevetto e un marchio registrato. I GloFish sono pesci zebra d'acqua dolce dai colori "molto particolari" che stanno invadendo gli ecosistemi umidi naturali del sud est del Brasile.

Ma cosa hanno di particolare questi pesci zebra? Sono organismi geneticamente modificati (OGM) negli anni 90 che presentano colorazioni fluorescenti e ora l'inquinamento genetico rischia di aggravare il problema delle specie invasive. Il loro crescente impatto ecologico è stato analizzato in un recente lavoro su Studies on Neotropical Fauna and Environment il 3 Febbraio.

Un vero e grave problema ambientale

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GloFish in acquario

I pesci ornamentali transgenici fluorescenti stanno diventando popolari nel commercio di acquari in tutto il mondo. Purtroppo negli ultimi anni sono stati segnalati individui di pesci zebra transgenici nei corpi idrici naturali. Il nuovo studio mira a valutare la distribuzione, l'ecologia trofica e le condizioni riproduttive dei GloFish negli stagni del sud est del Brasile.

Brutte notizie anche dallo studio della riproduttività di queste popolazioni: gli adulti sono stati trovati in condizioni riproduttive durante quasi tutto il periodo di campionamento. L'indice gonadosomatico di femmine e maschi ha mostrato picchi durante la stagione delle piogge e corrispondeva all'innalzamento del livello dell'acqua. Ma non solo: femmine e maschi sono andati incontro a maturazione precoce, rendendo più rapido il ciclo riproduttivo.

La nascita dei pesciolini fluorescenti

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Ma come si è arrivati a questa situazione? La fine degli anni Novanta ha visto un proliferare di ricerche riguardanti le potenzialità tecnologiche degli organismi geneticamente modificati, un settore delle biotecnologie "a doppio taglio": se da un lato offre potenzialmente vantaggi, dall'altro nasconde delle pericolose criticità ambientali.

In quegli anni un gruppo di ricerca capitanato dal dottor Zhiyuan Gong della National University of Singapore era a lavoro sui geni responsabili della proteina fluorescente verde (Green Fluorescent Proteine), in origine estratti da una medusa che naturalmente produce quella colorazione chiamata Aequorea victoria.

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Aequorea victoria

Gli scienziati volevano produrre un "bioindicatore ambientale": un pesce capace di rilevare selettivamente sostanze inquinanti diventando fluorescente in contatto con determinate sostanze tossiche. Si scelse quindi di impiantare questi geni in alcuni embrioni di pesce zebra (Danio rerio), animale originario dei fiumi dell'India e del Bangladesh dove popola le acque correnti, ferme e stagnanti, le risaie, i canali e i ruscelli. La scelta cadde su questa specie perché organismo modello ben conosciuto in ambito scientifico.

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Un esemplare di pesce zebra non modificato

Il pesce zebra misura tre centimetri di lunghezza e normalmente presenta strisce dorate e blu scuro. I nuovi geni resero invece gli organismi fluorescenti sotto la luce naturale e quella ultravioletta. Poco dopo lo stesso team svilupparono poi una varietà di Danio rerio rosso fluorescente aggiungendo un gene da un corallo, e una giallo-arancio aggiungendo una variante del gene della medusa.

Successivamente alcuni ricercatori della National Taiwan University, diretti dal professor Huai-Jen Tsai, replicarono gli esperimenti su Medaka o pesce del riso (Oryzias latipes) altro organismo modello, producendo pesci verde fluorescente.

Il passo da "nobili applicazioni scientifiche" a sfruttamento economico è stato quindi semplice: gli scienziati dell'Università di Singapore brevettarono la scoperta e si accordarono con gli imprenditori Alan Blake e Richard Crockett della Yorktown Technologies per commercializzare il pesce zebra fluorescente sotto il nome di "GloFish".

Il primo paese ad autorizzarne la vendita come animale domestico fu Taiwan. Secondo alcune fonti, furono venduti centomila pesci in meno di un mese a 18,60 dollari ciascuno.

Da pesce ornamentale a specie invasiva

Per evitare il diffondersi dei geni artificiali nelle popolazioni naturali, la maggior parte degli organismi geneticamente modificati è resa sterile. Nonostante l'idea di alcuni appassionati di acquariofilia che le uova dei pesci fluorescenti siano sterili, è stato scoperto che alcuni GloFish sono effettivamente fertili e si riprodurranno in cattività. Tuttavia, la licenza per pesci fluorescenti GloFish afferma "L'allevamento intenzionale e/o qualsiasi vendita, baratto o commercio di qualsiasi progenie di pesci ornamentali fluorescenti GloFish è severamente vietato".

Secondo un articolo pubblicato nel 2015 su International Journal of Organic Evolution, i maschi di tipo selvatico hannoo un vantaggio significativo rispetto a GloFish nell'accoppiamento: i maschi selvatici hanno generato il doppio dei pesci geneticamente modificati a causa della loro natura più aggressiva. Tuttavia, in uno studio precedente a cui è stato fatto riferimento, le femmine sembrano preferire i GloFish piuttosto che i maschi selvatici.

Ma il dramma della diffusione di organismi geneticamente modificati in natura non riguarda solo i pesci. Rischiamo che tale situazione ci sfugga di mano prima ancora di accorgerci dei rischi effettivi, vanificando invece gli enormi benefici in campo medico, come trapianti di organi, sconfitta di malattie ora incurabili (come il Parkinson) e la produzione di biomedicine. Tutto solo per poter permettere ai privati di allevare organismi esteticamente interessanti. Vi avevamo parlato ad esempio delle zanzare OGM e del loro utilizzo per combattere la diffusione di varie malattie infettive.

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Roditori OGM

Se volete approfondire l'argomento, vi consigliamo la visione di un documentario molto accurato, disponibile su Netflix dal titolo "Unnatural Selection".

Per arginare il problema, i ricercatori del recente articolo focalizzato sulle naturalizzazioni in Brasile consigliano alcune raccomandazioni di gestione, come l'utilizzo delle migliori pratiche di gestione come maggiori controlli sui punti vendita, il divieto di organismi geneticamente modificati non approvati in acquacoltura e campagne di consapevolezza con gli allevatori di pesci sugli animali transgenici.

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