15 Gennaio 2024
9:00

Gli odori che i gatti odiano

I gatti odiano l'odore degli agrumi, della menta, dell'ammoniaca, dell'alcol, ma anche quelli di cibi che in passato li hanno fatti sentire male. Questo perché il loro olfatto è più potente del nostro e percepisce gli odori in modo molto più intenso.

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gatto mandarino

I gatti hanno gusti molto particolari in termini di alimenti, ma quello che forse non sapete è che una buona parte della scelta viene fatta prima che il vostro micio provi il cibo, iniziando dall’odore che emana. Infatti, ci sono alcuni odori che i gatti odiano e tendono ad evitare.

Da bravo carnivoro cacciatore, il gatto presenta una capacità olfattiva decisamente superiore rispetto a quella dell’essere umano. Anche il gatto, infatti, come il cane, è definito un animale macrosmatico, ovvero con un olfatto molto più fine rispetto ai microsmatici, retaggio della sua necessità di individuare la preda grazie a questo senso. Continuando il paragone con il cane però, il gatto ha delle capacità olfattive inferiori, dato che si appoggia anche su un altro senso per scovare le sue prede: la vista! Lo sanno bene tutti pet mate che per stimolare il gatto al gioco muovono davanti a lui/lei una piuma o un altro gioco.

Quando una molecola chimica volatile entra attraverso le narici del vostro gatto, arriva alla mucosa olfattiva, composta da cellule particolari, in grado di trasformare lo stimolo olfattivo in uno elettrico, che attraverso i neuroni raggiunge l’encefalo. È a questo punto che nasce la lettura di questo odore, che viene interpretato come attrattivo o repulsivo, portando quindi ad una risposta da parte del nostro gatto.

Vediamo quali sono alcuni degli odori che i gatti odiano e, soprattutto, se dietro a questa avversione si nasconde un riconoscimento di sostanze tossiche o meno.

Menta e altri odori mentolati

In cima alla lista degli odori meno amati dai gatti, sicuramente ci sono la menta e tutti gli odori mentolati, come timo e eucalipto. Questo tipo di profumi, per quanto non siano tossici, hanno delle note pungenti che li rendono fortemente avversivi per i gatti. Se avvicinate qualcosa con profumo di menta (come ad esempio un dentrificio) alle narici del vostro gatto, noterete infatti che si tirerà indietro di botto, quasi come se gli aveste dato una botta sul naso. Assolutamente no quindi a profumi per ambienti su queste note se avete un gatto in caso.

Agrumi

Come per il cane, questo profumo rientra in una possibile lista di alimenti commestibili per il gatto, ma è in realtà un profumo che davvero non gradiscono. Il profumo pungente presente soprattutto nella buccia di arance, limoni, mandarini, bergamotto e clementine infatti è troppo forte per le loro narici. Nonostante questi oli essenziali siano percepiti come negativi e quindi non dovrebbero essere scelti come profumi da chi convive con un gatto, non sono tossici per i mici.

Cibi che li hanno fatto stare male in precedenza

Il gatto, come molti animali, ma in modo diciamo “aumentato”, ha la capacità di relazionare l’odore di cibi associati ad emozioni negative con un forte senso di rifiuto. Questo effetto, chiamato avversione gustativa appresa o effetto Garcia, non riguarda in realtà solo il gusto inteso come papille gustative, ma soprattutto l’odore del cibo. E non è importante che il gatto si sia sentito male effettivamente per causa di quel determinato cibo. Basta ad esempio che abbia mangiato una bustina a base di pesce prima di salire in macchina per fare un viaggio, dove magari si sente male e ha nausea, per fargli rifiutare quel gusto e quell’odore per diverso tempo successivamente. Come possiamo fare per “guarirli” e fargli accettare nuovamente gli odori ora classificati come sgradevoli? Nulla! Purtroppo è un meccanismo non razionale, dove è necessario avere fiducia e aspettare.

Aceto

Anche l’aceto che usiamo per le nostre insalate o per pulire casa ha un profumo che possiamo identificare come acido e pungente, che è percepito negativamente dal gatto. L’odore caratteristico è legato alla presenza di acido acetico, che comunque in sé non è tossico e anzi, ha un effetto post-biotico sull’intestino di quasi tutti i mammiferi. A volte, piccole quantità di sapore acido come quello dell’aceto possono risultare gradevoli per i gatti, ma se volete fare una prova aspettate alcuni minuti dopo averlo aggiunto alla ciotola per far evaporare le note più forti.

Profumi chimici e oli essenziali naturali

Questa è una categoria che a volte facciamo difficoltà ad accettare, ma è proprio così: il vostro gatto potrebbe detestare il profumo, naturale o chimico, che avete scelto per voi o per la vostra casa. Potreste notare quindi, se il gatto non gradisce il profumo ambiente, la candela o lo spray che utilizzate, che cambierà stanza di casa o si allontanerà da voi. Per questo consiglio sempre di fare alcune prove, lasciando modo al micio di scegliere, ad esempio applicando il nuovo profumo inizialmente solo in bagno. Se vedete che il vostro gatto vi continua ad accompagnare anche in quella stanza, vuol dire che è gradito e potete quindi utilizzarlo anche in altri punti.

Alcol

Una delle ragioni per cui molti profumi per il corpo non sono graditi al gatto è la presenza di alcol per veicolarli. Infatti, l’alcol è utile per trasportare i profumi ma al contempo rappresenta un tossico per il gatto che lo percepisce in modo estremamente sgradevole a livello di olfatto. Attenzione quindi anche all’alcol per pulire superfici o pavimenti, anche se di buono dobbiamo dire che evapora rapidamente e che quindi il fastidio per il nostro micio sarà breve.

Ammoniaca, cloro o acidi forti (acido muriatico)

Ammoniaca, cloro e acidi come l’acido muriatico sono sostanze altamente tossiche per il nostro gatto che hanno, per fortuna, un odore estremamente forte e avversivo. In questo caso, infatti, le molecole che arrivano a livello di mucosa olfattiva sono direttamente lesive per i tessuti e vengono percepite quindi come una sensazione dolorifica. Anche se diluiti, come possiamo fare ad esempio per la pulizia o per le piscine, è sempre meglio fare attenzione a tenere i nostri gatti a distanza quando li usiamo, dato che sono molto più sensibili di noi nel riconoscere gli odori.

Bibliografia
Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Maria Mayer
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto
Sono laureata in Medicina Veterinaria ed ho conseguito un dottorato di ricerca riguardo l’utilizzo delle medicine non convenzionali negli allevamenti biologici. Il mio percorso di studi comprende, fra l’altro, un Master di II livello in Nutrizione del Cane e del Gatto e un secondi in PNEI e Scienze dalla Cura Integrata.
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