Cooperare per raggiungere un obiettivo comune e ottenere così dei benefici reciproci è piuttosto comune nel regno animale. Talvolta però, ci possono essere dei risvolti negativi in questo comportamento come la presenza di individui che imbrogliano, ossia che si avvantaggiano dei benefici ottenuti dalla cooperazione senza però sostenere alcun costo e quindi, in poche parole, non ricambiando il favore.

Nella nostra specie l'inganno viene evitato in diversi modi: ad esempio attraverso l'uso di sanzioni o punizioni per il disertore, la selezione del partner con cui cooperare basandosi sulle interazioni precedenti o sulla sua reputazione. Un team di ricercatori ha voluto indagare una specie altamente cooperativa, l'elefante asiatico (Elephas maximus), per verificare se e quali sono le strategie che utilizza per mitigare la competizione durante le interazioni cooperative e fin dove è disposto a spingersi per collaborare. La ricerca è stata recentemente pubblicata su Plos Biology.

Lo studio sugli elefanti asiatici

Compito con paradigma cooperativo in cui due elefanti devono tirare insieme le due estremità di una corda per raggiungere il cibo ©Li L–L, Plotnik JM, Xia S–W, Meaux E, Quan R–C (2021) Cooperating elephants mitigate competition until the stakes get too high. PLoS Biol 19(9): e3001391.
in foto: Compito con paradigma cooperativo in cui due elefanti devono tirare insieme le due estremità di una corda per raggiungere il cibo ©Li L–L, Plotnik JM, Xia S–W, Meaux E, Quan R–C (2021) Cooperating elephants mitigate competition until the stakes get too high. PLoS Biol 19(9): e3001391.

I ricercatori hanno studiato 9 elefanti asiatici semi-selvatici, 4 maschi e 5 femmine, che vivono al Myaing Hay Wun (MHW) Elephant Camp a Taikkyi, a Yangon in Myanmar. Hanno proposto loro un compito che richiede un paradigma cooperativo: a due individui sono state presentate due estremità di una corda che, solo se tirate insieme, in maniera coordinata, permettevano il raggiungimento di due vassoi con del cibo altrimenti non raggiungibile.

Gli elefanti hanno cooperato per raggiungere il premio ben l‘80% delle volte e hanno mostrato cinque tipi di comportamento competitivo: avvicinamento, che avveniva quando un individuo si avvicinava all'altro per raggiungere il cibo o la sua fune, trazione della fune, quando entrambi tiravano la stessa estremità, svincolamento, quando due individui tiravano la fune e un terzo raggiungeva il cibo, monopolio, quando uno dei due individui cooperanti si accaparrava tutto il cibo e infine il combattimento.

Per cercare di mantenere solide le relazioni gli elefanti mostravano cinque tipi di strategie di mitigazione come la sottomissione, il congedo, ossia l'abbandono del set sperimentale, il blocco, ossia il tentativo di fermare l'altro individuo, il contrattacco e lo spostamento laterale, ossia l'allontanamento dalla propria corda, dopo che l'altro si è avvicinato, per raggiungere l'altra estremità. I ricercatori hanno anche notato che gli elefanti erano meno tolleranti quando i comportamenti competitivi erano più rigidi e costosi nei loro confronti, come ad esempio nel monopolio e la lotta.

Inoltre, il comportamento di monopolio era effettuato più frequentemente dagli individui di alto rango. Infine, il team ha proposto agli elefanti lo stesso esperimento ma con un solo vassoio, il che aumentava il rischio che solo uno dei due individui alla fine si accaparrasse il premio, lasciando l'altro cooperante a bocca asciutta. I risultati sono stati interessanti: in questo caso infatti gli elefanti erano meno propensi a cooperare e ad un certo punto cessavano totalmente di farlo. Inoltre, erano più frequenti i comportamenti competitivi di monopolio e lotta rispetto alla condizione a due vassoi.

Gli elefanti cooperano tra loro e mitigano la competizione, ma non se la risorsa diventa limitata

Questa ricerca mostra che gli elefanti asiatici collaborano tra loro e cercano spesso di mitigare la competizione per mantenere e preservare le relazioni cooperative. Questo risultato mostra delle similarità con quello che accade nei primati, suggerendo che queste strategie di mitigazione potrebbero essersi evolute in diversi gruppi animali. Inoltre, quando le risorse diventavano più limitate, come nella condizione ad un solo vassoio, gli animali hanno mostrato più competizione, rompendo spesso la cooperazione.

Ad abbandonare il compito erano quasi sempre gli elefanti subordinati, probabilmente perché le loro aspettative sul guadagno del cibo erano quasi nulle e quindi hanno preferito rompere la relazione. Dallo studio è emerso inoltre che gli elefanti mitigano la competizione in base al tipo di relazione che hanno con l'altro e alla sua posizione sociale, dimostrando quindi una buona flessibilità comportamentale e cognitiva in compiti sociali. Ulteriori studi potranno indagare ancora più a fondo il comportamento sociale e cognitivo degli elefanti.

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