L'ultimo è stato abbandonato in pieno giorno, l'altro ieri, davanti all'Acquario di Genova. Altri cinque sono stati trovati in uno scatolone a Davagna 24 ore prima. La salvezza di questi cuccioli è stata, in entrambi i casi, una persona di passaggio che ha sentito il loro pianto e ha subito chiamato i soccorsi. Ora i cagnolini sono al canile comunale Monte Contessa sulle alture di Sestri Ponente, stanno bene e tra venti giorni saranno adottabili. Ma questo copione si ripete da mesi ormai al canile di Genova dove è emergenza cuccioli abbandonati.

L'escalation di abbandoni

Tra luglio e agosto gli episodi sono aumentati senza sosta su tutto il territorio genovese, da maggio a oggi sono 38: altri dieci sono stati trovati a Nervi, cinque a Scarpino, sei a Molassana, tre con la mamma a Voltri, uno in Porto e altri sei a Traso. «La situazione non è più sostenibile – spiega Adriana Snaidero del direttivo Una, l'associazione che gestisce il canile comunale di Genova – in questo periodo abbiamo tantissimi ingressi tra cui rinunce di proprietà, cani vaganti adulti trovati sul territorio o arrivi di cani morsicatori».

Una triste inversione di rotta se si pensa che il lockdown dell'anno scorso aveva portato a tantissime adozioni, perchè i cani fornivano un grande supporto alla condizione di isolamento umana dovuta alla pandemia, ma oggi – tornati a una vita (quasi) normale – gli stessi animali familiari che hanno donato conforto sono diventati improvvisamente "complicati da gestire" e molte famiglie hanno presentato rinuncia di proprietà.

I rischi sanitari e comportamentali

«Con questi numeri d'ingresso si rischia tanto – continua Snaidero – per i cuccioli possono diffondersi malattie contagiose come la Parvovirosi ma anche problemi futuri, perché questi animali sono stati staccati dalla mamma troppo presto e possono avere ricadute comportali ed emotive importanti».
Le adozioni non posssono, dunque, essere immediate, magari sull'onda di chi vede i loro bei musetti sulle bachece dei social e dice "lo voglio", ma occorre intanto aspettare 20 giorni per scongiurare il rischio sanitario e poi è necessario un gran lavoro educativo o si rischia il rientro in canile dopo breve tempo.

“Servirebbero più controlli, verificare le cucciolate casalinghe e la presenza del microchip che è il primo strumento di riconosciumento – spiega Adriana Snaidero – ma al momento tutto questo è utopia: non sterilizzano i cani, fanno fare le cucciolate senza registrare i cani all'Asl e poi li abbandonano con conseguenze sociali ed economiche gravi".

L'appello del canile Monte Contessa

Dal canile arriva anche un appello a chi abbandona i cuccioli sul territorio: "Chiamateci, perchè insieme si può trovare una soluzione, ad esempio, individuando degli adottanti senza far entrare i cani in struttura; non fateceli trovare in giro", e alle istituzioni: "Fare una campagna di sensibilizzazione sulle sterilizzazioni e sulla denuncia di proprietà presso le Asl competenti con l'applicazione del microchip e, soprattutto, non togliere i cuccioli alle mamme così presto perché non riescono ad acquisire le competenze necessarie per il loro equilibrio psicofisico e si condannano a rimanere in un box per tutta la vita".

La campagna di Kodami e la videoinchiesta

Kodami sostiene fortemente tutte le campagne contro l’abbandono estivo e lo scorso giugno ha lanciato il format di informazione e comunicazione #VacanzaBestiale attraverso diverse chiavi di lettura: dall’analisi del fenomeno stesso dell’abbandono agli effetti sul randagismo, dalle storie di abbandono alle adozioni consapevoli, fino ai consigli per chi sceglie di vivere un’estate insieme al proprio compagno animale. Lo scorso 13 agosto è stata pubblicata la videoinchiesta "Il patto tradito: nemmeno la pandemia ha fermato gli abbandoni"; l'anno della pandemia avrebbe dovuto renderci persone migliori, ma gli abbandoni sono aumentati e c'è un unico modo per mettere la parola fine a questa piaga: sensibilizzare sulla sofferenza che viene procurata a questi animali