Pappagallo Fierobecco

Era stato rubato assieme ad altri pappagalli la scorsa estate da ladri senza scrupoli. Il pappagallo Fierobecco rivedrà il suo umano di riferimento. Vi avevamo raccontato alcuni giorni fa del ritrovamento di un piccolo amazzone recuperato dalle Guardie per l’Ambiente a Tricase, provincia di Lecce, mentre si spostava con una certa difficoltà tra gli alberi del locale hospice “Casa di Betania”. A segnalarlo era stato il Consigliere Comunale di Castro Cirino Carrozzo.

L’uccello, affidato alle cure del Cras di Calimera, il cui personale era stato contattato attraverso i numeri della pagina Facebook SOS Fauna, era apparso subito martoriato dalle ferite. Il piumaggio risultava sporco e rovinato ma soprattutto la maggiore menomazione era quella del becco: letteralmente mozzato alla punta. Una caratteristica che non gli impediva di muoversi agevolmente nella voliera ma che al contempo gli consentiva di mangiare solo cibi facilmente deglutibili.

Pappagallo Fierobecco

L’animale era dotato di anello di riconoscimento, così come previsto per gli esemplari di questa specie. Proprio questa circostanza ha consentito di risalire facilmente a chi lo cercava oramai da tempo. A spiegarlo è stata Simona Potenza del Cras di Calimera: «Abbiamo ritrovato il suo responsabile grazie al prezioso aiuto dei Carabinieri Forestali – racconta a Kodami – Lui, insieme ad altri pappagalli, è stato rubato la scorsa estate. I ladri hanno sfasciato tutto per poter portare a termine il furto, avvenuto proprio a Tricase, lo stesso comune dove poi il piccolo è stato ritrovato. Il becco lo ha perso dopo, nelle mani di questa gentaglia».

L’uomo raggiungerà in questi giorni Calimera per sincerarsi delle condizioni del piccolo ma soprattutto per poterlo di nuovo vedere di persona. Al momento, però, sta valutando anche la possibilità di affidarlo alle cure del Cras, considerate le sue condizioni complessive. Visto il danno subito al becco avrà bisogno certamente di molte attenzioni.

Anche in questo caso la vita di un animale è stata salvata grazie alla sensibilità di un cittadino che, di fronte a un essere vivente in difficoltà, non si è voltato dall’altra parte ma ha cercato sul web le persone giuste a cui rivolgersi. Come più volte abbiamo spiegato nel caso si tratti di selvatici è bene contattare le forze dell’ordine competenti per territorio o il più vicino Cras. Il personale esperto saprà dirvi come comportarvi e provvederà eventualmente ad attivare tutte le misure necessarie per soccorre l’animale ferito.