6 Giugno 2021
14:03

Festival dell’Economia a Trento, gli ambientalisti contro il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentato da Cingolani

In occasione dell'intervento del Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento, diverse associazioni sono scese in piazza per chiedere una modifica del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I temi della manifestazione riguardano le carenze in termini di azioni a favore dell'ambiente e la richiesta di politiche più lungimiranti per l'ambiente e la tutela della biodiversità.

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In occasione del Festival dell'Economia di Trento, il 5 giugno, il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani si è collegato in video per discutere con il Sindaco Franco Ianeselli del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ovvero il programma di investimenti che gli stati dell'Unione Europea hanno consegnato alla Commissione Ue per poter accedere alle risorse del Recovery Fund, lo strumento messo a disposizione dall'UE per arginare il devastante impatto della pandemia sull'economia dei paesi maggiormente colpiti. Le associazioni ambientaliste però, sono scese in piazza denunciando l'insufficiente impegno per l'ambiente nelle azioni descritte dal Piano.

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Il centro sociale Bruno (impegnato anche sul tema della gestione degli orsi nelle azioni di #Stopcasteller) e gli attivisti di Assemblea Antispecista hanno dato inizio alle manifestazioni alle ore 14 in Piazza Duomo denunciando il fatto che Cingolani sia stato in passato responsabile dell'innovazione tecnologica di Leonardo S.p.A., un'azienda italiana attiva nei settori della difesa che produce anche velivoli militari e armi per la difesa e che risulta essere uno dei "top sponsor" del festival. «Al neo ministro per la transizione ecologica non interessa l’ecologia ma l’industria green che cerca nuove fonti di profitto nel disastro ecologico in corso», hanno dichiarato gli attivisti di Assemblea Antispecista attraverso i propri canali social.

La controproposta di XR: «Il festival nasce come occasione di dialogo»

In concomitanza con la videoconferenza del ministro, sotto il Palazzo della Provincia è iniziata anche la manifestazione del Movimento socio politico internazionale Extinction Rebellion che, insieme al Movimento NO TAV Trentino e il Gruppo regionale delle 11 domande sulla circonvallazione ferroviaria, ha presentato una controproposta suddivisa in 10 punti al Ministro Cingolani: «Questo festival nasce per unire economisti di fama internazionale con la cittadinanza e proprio per questo abbiamo chiesto di venire ascoltati nella nostra controproposta pacifica al piano di Cingolani – spiega Beatrice Lio, attivista di Extinction Rebellion (XR) presente alle manifestazioni – Abbiamo a lungo studiato il PNRR prima di intervenire, ora bisognerà capire se in questo caso, diversamente dal passato, verremo ascoltati».

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Ciò che denunciano gli attivisti delle associazioni è l'assenza di interventi legati alla riconversione degli allevamenti intensivi (come più volte chiesto anche dall'iniziativa dei cittadini europei "End the Cage Age"), ma non solo: «Il piano non affronta temi importanti come la tutela della biodiversità, l'utilizzo eccessivo di pesticidi, la tutela del patrimonio forestale e l'ampliamento di Parchi nazionali e aree marine protette. Inoltre – continua l'attivista – Nel PNRR vengono inoltre favoriti i biocarburanti di Eni e le bioraffinerie, le quali non sono assolutamente considerabili come risorse rinnovabili».

Il Ministro non si è presentato per questioni di sicurezza, le associazioni: «Noi siamo pacifisti»

Le associazioni che hanno riempito le piazze di Trento aspettavano l'arrivo del Ministro che, all'ultimo momento, ha avvisato che si sarebbe collegato solo in video conferenza con il Sindaco, senza raggiungere la città: «Hanno comunicato che è stata una decisione presa per motivi di sicurezza – spiega Beatrice Lio – ma le manifestazioni con assalti alle forze dell'ordine sono cose dei decenni passati, XR manifesta in maniera pacifica e non rappresenta sicuramente un rischio per il Ministro che in questo modo dà l'impressione di chiudersi ancora di più al dialogo». Le azioni portate avanti da XR infatti non hanno in alcun modo richiesto l'intervento delle forze dell'ordine: «Abbiamo organizzato un banchetto leggendo le nostre proposte e ricordando che, purtroppo, non c'è stato coinvolgimento popolare nella stesura del testo del PNRR. Abbiamo denunciato il fatto che alla maggior parte dei meeting vengono invitati amministratori delegati o figure dirigenziali di aziende com ENI, ENEL e Telecom, ma non vengono ascoltati i cittadini, i quali nelle prossime generazioni pagheranno le conseguenze di queste azioni. La democrazia deve assolutamente includere anche il volere dei cittadini. Eppure sembra chiaro che si continui ad evitare il dialogo».

Prossimi appuntamenti: il G20 a Venezia

Nei prossimi mesi la Commissione europea verificherà il PNRR e deciderà se bisognerà modificare qualcosa: «Sicuramente alcuni punti verranno modificati, ma dovremo aspettare Settembre per sapere in che modo l'Europa chiederà di mettere mano al Piano – spiega Beatrice Lio – L'azione dipenderà anche da quanto si parlerà del fatto che molti cittadini non sono d'accordo e, come in questo caso a Trento, non abbiamo esitato a farlo notare».

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Ma gli attivisti non si fermano qui, e continueranno il proprio percorso nel tentativo di venire ascoltati: «Il 16 giugno XR sta organizzando un incontro al parco Goccia d'oro di Trento, dove ci troveremo con tutti i cittadini interessati per scambiarci riflessioni e idee – spiega Beatrice Lio – la nostra speranza è di vedere partecipare molta gente, perché XR crede nella democrazia partecipata. A luglio inoltre ci sarà il G20 a Venezia e sicuramente non mancheremo di presentarci per ricordare che, sebbene si parli sempre più di ambiente e transizione ecologica, ancora non stiamo attuando interventi realmente decisivi per la tutela del futuro del nostro pianeta. Ci rendiamo conto che la transizione necessiterà di molto tempo e, proprio per questo motivo, chiediamo a gran voce di cominciare ad attuare politiche lungimiranti».

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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