Fausto Iob e Bruno
in foto: Fausto Iob e Bruno

La volontà di coprire il furto di un carico di legname. È questo avrebbe innescato l'aggressione e poi l'omicidio di Fausto Iob, guardia forestale e custode di Bruno, l'orso che dal 2013 vive all'interno del recinto al Santuario di san Romedio, in Trentino.

Il 59enne originario di Cunevo è stato trovato morto con i segni di 18 colpi sulla nuca nelle acque del lago di Santa Giustina il 5 giugno 2022. Dal rinvenimento del cadavere, i Carabinieri di Trento e di Cles hanno lavorato per ricostruire il movente e il contesto all'interno del quale sarebbe maturato l'omicidio, arrivando il 21 giugno all'arresto del boscaiolo 37enne David Dallago.

Per la pm di Trento, Licia Scagliarini, si è trattato di omicidio volontario, messo in atto dal boscaiolo per evitare che Iob denunciasse un furto di legname demaniale avvenuto nelle vicinanze del lago. Insieme all'ipotesi di omicidio, infatti, il fermo emesso dalla Procura conta anche l'accusa di furto.

Fausto Iob e il destino dell'orso di san Romedio

Sono tante le persone a invocare giustizia per Iob,  a cominciare dai figli, Valentino e Davide. La guardia forestale era apprezzata anche dall'amministrazione pubblica, come ha raccontato a Kodami Lucia Coppola, consigliera provinciale dei Verdi: «Era stato in grado di creare un rapporto di grande rispetto ed empatia con Bruno. Lo possiamo vedere dalle foto in cui l'orso accetta il cibo dalle sue mani, disposto a fidarsi di lui e dimostrando di essere un essere senziente, in grado di distinguere le persone che si prendono cura del suo benessere».

La foto citata da Coppola racconta molto del rapporto di fiducia e rispetto che Fausto Iob era in grado di costruire con gli animali, ma svela anche una pratica che poco ha a che fare con il benessere dei plantigradi.

Il Santuario di san Romedio non è un rifugio per animali vittime di sfruttamento, ma un edificio sacro per i cattolici che da oltre 60 anni ospita orsi in ossequio a un'antica leggenda. Secondo la tradizione, infatti, l'eremita Romedio prima di morire decise di compiere un ultimo viaggio a Trento per ricevere la benedizione dal vescovo, poco prima della partenza, però, il suo cavallo venne predato proprio da un orso e Romedio decise quindi di sellare l'orso stesso e iniziare con lui il pellegrinaggio.

Ora Bruno, l'ultimo orso di San Romedio si trova all'interno del recinto del Santuario in una condizione di cattività analoga a quella di uno zoo, privato anche del conforto del volto familiare di Iob. Dal Santuario di san Romedio hanno fatto sapere a Kodami che un altro custode si sta occupando di Bruno, una persona che già da tempo collaborava con Fausto Iob e con la struttura.

San Romedio con l’orso
in foto: San Romedio con l’orso

Le prime ipotesi sull'omicidio di Fausto Iob

La prima ipotesi formulata dagli inquirenti alla scoperta del corpo sulla sponda di Banco di Sanzeno era quella di un malore, al quale era seguita una caduta accidentale in acqua. È stata l'autopsia a svelare la presenza di 18 lesioni da corpo contundente sulla nuca di Iob, non compatibili con l'accidentalità.

I sospetti di chi ha condotto le indagini si sono quindi concentrate su Dallago, tra le ultime persone ad aver visto vivo Iob. Il 37enne, durante i colloqui con gli inquirenti precedenti all'arresto avrebbe fornito informazioni contrastanti circa il suo coinvolgimento nella vicenda.

Durante l'interrogatorio di garanzia con la pm Scagliarini Dallago ha scelto di non rispondere alle domande, trincerandosi nel silenzio.

Adesso gli inquirenti sono alla ricerca dell'arma con la quale è stato compiuto delitto, un attrezzo simile a un martello.