20 Dicembre 2022
17:26

Falkland, il cavallo della regina Elisabetta va in pensione: salutato come un vero soldato

Falkland, il cavallo della regina Elisabetta veterano della Sovereign’s Parade, è andato in pensione. Per il suo ritiro, ha ricevuto un saluto militare con tutti gli onori del caso.

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È stato salutato come un vero soldato che terminata la carriera se ne va in pensione. In questo caso però non si tratta di un essere umano ma di un essere animale, per la precisione un cavallo.

Il suo nome è Falkland, ed essendo un quadrupede molto importante, visto che fa parte della Household Division, il reggimento di cavalleria della casa reale, ha ricevuto un saluto militare dal personale della sua unità con tutti gli onori del caso.

Del resto, Falkland era considerato il miglior cavallo del reggimento e un veterano della Sovereign’s Parade, la parata militare annuale del 2 giugno a Londra per celebrare il compleanno della regina Elisabetta II.

Falkland ha venticinque anni di età e dopo la sua ultima esercitazione il 16 dicembre 2022, adesso si potrà godere il meritato riposo nella tenuta di un ex-generale.

Falkland ha avuto la fortuna di non andare in guerra, ma non per tutti è stato così. A Londra, nel bel mezzo di Hyde Park, inaugurato nel 2004 dalla principessa Anna, si erge l’Animal in War Memorial, un monumento dedicato ai tanti animali che «hanno servito e sono morti a fianco delle forze britanniche e alleate», si legge sul monumento.

Il memoriale, che ritrae un cavallo, due muli e un cane a grandezza naturale e poi elefanti e piccioni, vuole essere un toccante tributo rivolto sia alle bestie da soma che hanno lavorato instancabilmente, trasportando equipaggiamento pesante e munizioni; ai cani, che fiutavano le armi nascoste o scavavano per liberare soldati intrappolati sotto le macerie. Agli elefanti, poi, che trasportavano rifornimenti attraverso terre lontane e ai piccioni che volavano nel cielo fornendo informazioni chiave.

Si tratta di un omaggio tardivo agli animali «non avevano altra scelta» che servire e morire. Da allora il monumento è diventato un luogo in cui le persone del posto, vanno per ricordare e portare un fiore ai propri compagni amati animali smarriti.

La Elisabetta II del resto, oltre ai cani, amava moltissimo i cavalli. Erano entrati nella sua vita da bambina e da quel momento non sono mai più usciti. Basti pensare che, solo a giugno scorso, aveva 96 anni, nonostante tutti i problemi nel camminare, non volle rinunciare a un breve tour in sella nelle sue tenute del Castello di Windsor, nonostante il parere contrario dei suoi medici.

Nonostante il doppio volto di amante degli animali e della caccia, l’amore della regina per cavalli e cani era davvero viscerale, tanto che le malelingue hanno spesso insinuato che la sovrana prestasse molta più attenzione e cura a loro che ai figli. Sempre secondo voci di corte, si racconta anche facesse colazione leggendo Sporting Life, la “bibbia” degli appassionati di cavalli e che ogni sera non si ritirasse prima di telefonare al direttore delle scuderie reali per avere notizie sui suoi purosangue.

Chissà, povera Elisabetta, cosa starà pensando adesso che Carlo ha annunciato di voler vendere quattordici dei trentasette magnifici purosangue della scuderia reale appartenuti alla madre, tra cui Just Fine, addestrato da Sir Michael Stoute, l’unico consiglieri della Regina nelle questione equestri e fautore di più di cento vittorie a nome della famiglia reale.

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Simona Sirianni
Giornalista
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