Lo hanno definito “un pellegrino speciale”, un gioco di parole per il luogo in cui è stato trovato: in piazza San Pietro, a Roma, mentre stava iniziando l’udienza generale di Papa Francesco. Proprio in un angolo della piazza è stato trovato un giovane falco pellegrino, probabilmente caduto durante le prime prove di volo.

A trovare il rapace sono stati i poliziotti dell’Ispettorato Vaticano, che lo hanno visto in difficoltà e hanno deciso di intervenire. Il falco, che ha appena lasciato il nido, è apparso spaventato e disidratato (visto anche il gran caldo di questi giorni a Roma) ma incolume: gli agenti lo hanno messo in sicurezza e poi lo hanno trasferito al centro recupero animali selvatici della Lipu di via Aldrovandi, in zona Villa Borghese: resterà con gli operatori, monitorato, sino a quando non sarà abbastanza in forze da essere liberato in natura.

La presenza dei falchi pellegrini a Roma è ormai consolidata, così come in altre grandi città italiane (basti pensare a Giò e Giulia, i falchi pellegrini che da anni ormai nidificano sul Pirellone di Milano): questi rapaci sono noti colonizzatori dell’ambiente urbano, e vi nidificano volentieri. Si nutre soprattutto di uccelli di medie o piccole dimensioni come colombi, passeriformi o uccelli acquatici, ed è in grado di raggiungere la velocità di 320 km orari in picchiata, che lo trasforma nell’animale più veloce al mondo. Grazie alla sua incredibile aerodinamicità in volo non ha eguali, e le sue straordinarie capacità aeree vengono costantemente studiate e sono fonte di ispirazione per nuove e sempre più moderne tecnologie, che serviranno a migliorare le performance di volo degli aerei.

È anche una specie  specie protetta dalla legge 157/1992 e dalle direttive comunitarie sulla tutela dell’avifauna, eppure la stragrande maggioranza degli interventi di soccorso per falchi pellegrini sono dovuti al bracconaggio: innumerevoli i falchi pellegrini che negli ultimi anni sono stati portati al Cras della Lipu con pallini da caccia conficcati nel corpo, e non in tutti i casi gli interventi chirurgici per rimuoverli hanno assicurato di poterli rimettere in libertà, perché le ferite si sono rivelate invalidanti. Il falchetto di San Pietro, fortunatamente, non ha riportato ferite, e verrà reimmesso in natura il prima possibile.