Expedia smetterà di vendere vacanze che includano nel pacchetto l’accesso agli spettacoli che coinvolgono cetacei tenuti in cattività per uso turistico. Finalmente, dopo infinite richieste delle organizzazioni animaliste, ma anche degli stessi clienti, la compagnia di viaggi online ha cambiato la sua policy sul benessere degli animali e lo ha annunciato su Twitter.

«Recentemente abbiamo modificato la nostra politica sul benessere degli animali. Di conseguenza, le attrazioni e le attività che comportano esibizioni o interazioni con delfini e altri cetacei non saranno più disponibili sui nostri siti», aggiungendo anche che «i santuari marini che forniscono agli animali in cattività un habitat marino permanente, saranno consentiti solo se non includeranno spettacoli».

Expedia non è la prima agenzia di viaggio a farlo. Negli ultimi anni, la presa di coscienza e di consapevolezza di quanto non sia un divertimento costringere i cetacei a intrattenere i visitatori hanno spinto sempre più agenzie turistiche verso questa direzione. Virgin Holidays, per esempio, già nel 2019 ha annunciato che non avrebbe più venduto biglietti per questo tipo di attrazioni.

Anche TripAdvisor ha preso una posizione molto netta a favore degli animali, dichiarando ufficialmente di non voler più guadagnare denaro grazie a partnership con aziende che sfruttano e fanno soffrire animali come delfini, balene e foche solo per far divertire il pubblico.

E pure la potente associazione britannica delle agenzie di viaggi Abta ha aggiornato le sue linee guida sul benessere degli animali nel gennaio 2020, vietando le attività con elefanti, scimmie, orsi, coccodrilli o alligatori in cattività. Adesso a loro si aggiunge Expedia.

Katheryn Wise, volontaria e attivista dell'organizzazione benefica World Animal Protection, ha dichiarato: «Le compagnie di viaggio svolgono un ruolo enorme nella promozione di spettacoli con animali in cattività. E che Expedia abbia preso questa posizione, è una notizia straordinaria. Dopo tutte le nostre campagne di sensibilizzazione, siamo felici che finalmente abbiano ascoltato. È tempo che anche altri giganti dei viaggi facciano la cosa giusta e seguano l'esempio».

Proprio World Animal Protection, qualche tempo fa, aveva commissionato uno studio, poi realizzato dall’Unità di ricerca sulla Conservazione dell’Università di Oxford, su ciò che viene inflitto agli animali, anche a quelli a rischio di estinzione, al fine di ammaestrarli.

Vere e proprie torture che traumatizzano e fiaccano l’animale. Da recinti troppo piccoli alle catene alle zampe, sono solo alcuni degli esempi di cosa deve subire l’animale per far divertire i turisti. E tra i posti peggiori, per quel che riguarda la salvaguardia degli animali, viene segnalato il Nong Nooch Garden, in Thailandia dove, tra le altre crudeltà, leoni e tigri ancora cuccioli vengono separati dalla madre per renderli docili e ammaestrabili.