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19 Febbraio 2024
12:41

Entra nella gabbia dei leoni per scattare un selfie, poi viene sbranato: è successo in India

In India un uomo è stato ucciso da un leone dopo essere entrato nella sua gabbia per farsi un selfie. Una storia già scritta che però ci pone di fronte alla domanda: ha ancora senso tenere gli animali chiusi in uno zoo?

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Prahlad Gujjar, 38enne originario del distretto di Alwar nel Rajasthan, in India, è entrato nel recinto di un leone nel parco zoologico Sri Venkateswara a Tirupati  ed è stato sbranato. L'uomo ha scavalcato il recinto alto due metri con l'intenzione di scattare un selfie con l'animale ma l'incontro ravvicinato gli è costato la vita.

Secondo i media locali, lo staff dello zoo ha lanciato l'allarme immediatamente quando dalle telecamere di videosorveglianza si è visto che l'uomo si era letteralmente tuffato all'interno della cisterna d'acqua dell'animale.

Sull'accaduto le autorità hanno rilasciato poche dichiarazioni, in quanto al momento stanno ancora indagando sul caso. «Non sappiamo se fosse ubriaco, lo scopriremo solo dopo l'autopsia. Tutte le ipotesi, però, ci fanno pensare allo stato di ebbrezza della vittima. Gujjar è morto sul colpo, il leone l'ha sbranato e per lui non c'è stato nulla da fare. L'animale è rimasto vicino ai resti della vittima finché gli operatori non sono riusciti a spostare il corpo».

Ancora una volta la cronaca ci restituisce una storia di un aggressione in cui il cattivo sarebbe l'animale, in questo caso il leone, che considerato un predatore temibile uccide chi incontra sul proprio cammino. In realtà, come ogni tragico evento, anche in questa circostanza è importante analizzare i fatti e chiedersi se effettivamente gli zoo hanno ancora oggi ragione d'esistere.

Federica Pirrone, etologa e membro del comitato scientifico di Kodami, ha spiegato: «Parliamo di un grande carnivoro, selvatico, quindi un animale naturalmente non propenso a relazionarsi con la specie umana. Non credo che in libertà questi animali avrebbero comportamenti diversi se si trovassero in stretta prossimità con una persona».

L’etologa sottolinea inoltre la possibilità di un aumento di aggressività in situazioni di cattività: «La reclusione può causare negli animali pressoché di tutte le specie, compresa quella umana, un aumento dell'aggressività in maniera indiretta, favorendo lo sviluppo di stress e frustrazione». Maggior aggressività e tensioni sociali potrebbero quindi essere alla base del comportamento del leone del parco zoologico Sri Venkateswara.

Negli ultimi anni sta crescendo tra la popolazione molta più consapevolezza rispetto al benessere degli animali. Su Kodami abbiamo più volte parlato della presenza dei circhi nel nostro paese e di come si possa, in realtà trovare una soluzione alternativa allo sfruttamento degli animali, questo è il caso dei circhi oleografici. Sono tante le associazioni animaliste, e non solo, che stanno portando avanti importanti campagne di sensibilizzazione per far sì che gli animali non siano più spettacolirazzati.

Come il circo, forse in maniera meno "ridicola", anche negli zoo e nei bioparchi gli animali sono esposti alla mercé di tutti, ma c'è una sostanziale differenza prima di tutto fra strutture che ancora sono veri e propri zoo alla "vecchia maniera" e bioparchi, appunto, in cui c'è osservazione, studio e ricerca di specie potenzialmente a rischio. Ma basta questo per precludere il benessere degli animali?

Federica Pirrone ha infatti a questo proposito sottolineato sempre sulle nostre pagine: «Osservare comportamenti di animali in gabbia può avere senso, con alcune specie, per alcuni comportamenti, ma a patto che si ricreino condizioni sovrapponibili, o molto vicine, a quelle naturali. Se la finalità è la conservazione, può avere ancora un senso ma è necesario trovare le soluzioni più efficaci per migliorare il loro benessere e la loro qualità della vita».

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