Articolo a cura Dott.ssa Giorgia Inferrera
Dottoressa in Scienze e tecniche psicologiche

L’entomofobia è la paura o ansia intensa, persistente e irrazionale, degli insetti. Non va confusa, quindi, con il disgusto che possiamo provare per questi animali e neanche per un lieve e transitorio timore. Alcuni insetti, infatti, possono essere potenzialmente pericolosi e avere paura di essi è del tutto fisiologico. Al contrario, chi è affetto da entomofobia tende a sperimentare ansia anche quando tali animali non costituiscono un pericolo reale e oggettivo.

Quali sono i sintomi dell’entomofobia?

Oltre alla paura intensa e irrazionale, un altro sintomo tipico di tale disturbo è l’ansia anticipatoria, che sorge quando ci si trova in una situazione in cui c’è la possibilità di incontrare un insetto: in questi casi si potrebbero mettere in atto delle condotte di evitamento al fine di non entrare in contatto gli animali temuti. Tale evitamento attivo non si limita alla presenza fisica degli insetti, ma riguarda anche le foto o i video che si possono trovare in rete, poiché in alcuni casi basta anche solo un’immagine a scatenare ansia intensa, che talvolta può sfociare in un attacco di panico.

Alla vista dell’oggetto fobico, come ad esempio una blatta o una cavalletta, il soggetto potrebbe avvertire palpitazioni, tachicardia, difficoltà respiratorie e sudorazione.

L’entomofobia è una fobia specifica e, come tale, è inserita nel DSM-5 (la quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali dell’American Psychiatric Association) nella sezione relativa ai disturbi d’ansia. In alcuni casi, questo disturbo non diventa invalidante poiché alcuni individui possono convivere con la loro paura dal momento che i sintomi emergono soltanto se ci si ritrova in presenza di insetti. Al contrario, diventa problematico se si è costretti a dover sopportare la presenza di questi animali, ad esempio per motivi di lavoro o perché si abita in una zona dove è praticamente impossibile evitarli.

Perché si ha paura degli insetti?

Anche se spesso etichettiamo negativamente le fobie, perché magari ci causano disagio e problemi nella vita quotidiana, non dobbiamo dimenticare che la paura è un’emozione a carattere fortemente adattivo, di fondamentale importanza per la sopravvivenza della specie. Alcune paure, infatti, sono molto più frequenti di altre proprio perché, secondo gli studiosi, potremmo averle ereditate geneticamente dai nostri antenati, attraverso un processo di tipo evoluzionistico. In passato, chi apprendeva in fretta a temere alcuni animali, come ad esempio alcuni insetti velenosi, aveva più possibilità di sopravvivere e tramandare tale caratteristica alle generazioni successive. In quest’ottica, la specie umana sarebbe geneticamente predisposta a sviluppare alcune fobie, tra cui quella degli insetti.

Ovviamente, però, giocano un ruolo anche le esperienze personali del soggetto, le situazioni traumatiche in cui si è potuto trovare e le informazioni apprese circa gli insetti. A volte, in realtà, basta anche soltanto aver osservato le reazioni fobiche di un amico o di un parente per sviluppare l’entomofobia, specialmente se tale evento è accaduto durante l’infanzia. È per questo che ricevere un’educazione che tenga conto anche della relazione con gli animali è così importante per il processo di crescita. Dato che le fobie spesso si sviluppano durante l’infanzia, si tratta di uno dei modi migliori per prevenire tale disturbo.

Come superare la paura degli insetti

Gli individui colpiti da entomofobia sono consapevoli del fatto che il loro timore è irragionevole o eccessivo ma, nonostante ciò, non riescono a liberarsene. In alcuni casi, specialmente se tale disturbo diventa un ostacolo nella vita di tutti i giorni, si può ricorrere ad alcuni trattamenti terapeutici che permettono di superare la propria fobia. Prerequisito fondamentale per la buona riuscita di una psicoterapia è l’impegno del soggetto, che deve essere disposto a mettersi in gioco, nonostante le resistenze iniziali, che in ogni caso sono del tutto fisiologiche.

Le tecniche utilizzate variano, poi, a seconda dell’orientamento dello psicoterapeuta a cui ci rivolgiamo. Un metodo molto utilizzato nell’ultimo periodo si avvale della realtà virtuale per ricreare un ambiente artificiale realistico e in 3D in cui si può “incontrare” un insetto in una situazione che si può controllare, protetta e non pericolosa. Quest’ultimo è un trattamento di esposizione di stampo comportamentista che può risultare particolarmente utile qualora si avesse la necessità di superare la propria fobia in tempi relativamente brevi. Il coinvolgimento dell’animale, infatti, può essere importante, ma allo stesso tempo la sua presenza fisica potrebbe essere pericolosa sia per l’animale, se non altro sottoposto a stress, sia per l’umano, poiché tale situazione non sarebbe perfettamente controllabile e si rischierebbe di causare ulteriori traumi.

Ad ogni modo, al di là delle singole tecniche che possono essere utilizzate, un elemento fondamentale rimane la fiducia che si ripone nell’esperto a cui ci si rivolge, al fine di instaurare una relazione terapeutica che possa essere realmente efficace.