«Purtroppo anche il mondo del cinema e un regista come Nanni Moretti hanno ceduto al mercato degli animali, ad un immaginario crudele e inutile nel rendere prigionieri e pagliacci gli animali per gli spettacoli». Uno scenario che «per fortuna sta scomparendo, come mostrano i sondaggi degli ultimi anni che evidenziano in modo netto il fatto che gli italiani e gli europei sono stufi».

Va giù dura la LAV, la Lega Antivivisezione, contro il regista che, per le riprese del suo nuovo film “Il sol dell’avvenir” ambientato nella Roma dagli anni ’50 ai ’70, ha fatto sfilare quattro elefanti nel cuore della città, precisamente ai Fori Imperiali, in mezzo a turisti e curiosi in cerca di selfie.

La decisione di utilizzare questi giganteschi animali, già condannati a una vita di innaturali esibizioni, ha suscitato l’ira di parecchi animalisti. E in molti sono andati sul posto per documentare il trattamento dei poveri pachidermi che provengono dal Circo Rinaldo Orfei e dal Circo Roney Roller.

Su Twitter è proprio la LAV che chiede (con relativi tag al sindaco Roberto Gualtieri e all’assessora Sabrina Alfonsi) chi possa mai aver autorizzato la presenza degli elefanti sul set: «Il regista, nell’esigenza artistica di rappresentare dei pachidermi nel film, avrebbe potuto creare un prodotto “animal cruelty free” utilizzando la videografica e non essere complice della sofferenza di questi elefanti e degli altri circa 2.000 animali imprigionati nei circhi solo in Italia».

Una domanda alla quale non ha risposto il Primo cittadino di Roma ma che in un tweet ha manifestato entusiasmo per le riprese del film in generale: «Buon lavoro al maestro Nanni Moretti impegnato nelle riprese del suo nuovo film» scrive sul social. «Roma è un set cinematografico unico al mondo e sarà sempre più capitale del cinema nei prossimi anni».

I quattro animali sono stati trasportati su camion dagli spettacoli sotto i tendoni al Mercato di Traiano e, da martedì mattina, prendono parte alla sfilata cinematografica, seguiti dai loro addestratori, avanzando tra uomini e donne che sventolano bandiere rosse.

«Ci stupisce molto la superficialità di questa scelta – conclude la LAV – che mostra ancora una volta che per alcuni, e da ieri anche Nanni Moretti, “nulla importa” di quello che si fa sulla pelle degli animali, purché si riesca a presentare un prodotto».

«Come è potuta succedere una indecenza simile? Triste declino di un artista che per fare notizia ricorre a questi espedienti», ha commentato anche l’ENPA in modo molto netto e deciso.