Erano tra i dipendenti che avevano deciso di restare nonostante la guerra, malgrado i continui e incessanti bombardamenti. Accudivano gli animali del Feldman Ecopark di Kharkiv, pesantemente e ripetutamente attaccato sin dall'inizio del conflitto, ma purtroppo sono  morti. Attraverso un video pubblicato come di consueto su Facebook, lo zoo ha fatto sapere che i corpi dei due dipendenti sono stati trovati senza vita barricati all'interno di una stanza. Erano scomparsi dal 7 marzo e non è ancora chiaro quando siano stati uccisi, ma secondo le prime ricostruzioni sarebbero stati uccisi da colpi d'arma da fuoco per mano dell'esercito russo.

L'Ecopark di Kharkiv, che ospitava circa 2000 animali appartenenti a 300 specie diverse, è tra le strutture che hanno subito i danni maggiori a causa dei bombardamenti ed è uno degli zoo più grandi del Paese. Dall'inizio del conflitto staff e volontari non hanno mai cessato di accudire e soccorrere gli animali, portandogli da mangiare sotto le bombe o trasferendoli temporaneamente nelle proprie abitazioni.

Alcuni dei cuon che erano ospitati al parco sono fuggiti dai loro recinti
in foto: Alcuni dei cuon che erano ospitati al parco sono fuggiti dai loro recinti

I due dipendenti uccisi, che si aggiungo purtroppo ad altri tre volontari morti nelle settimane scorse, come di consueto la mattina del 7 marzo sarebbero dovuti entrare allo zoo per tentare di evacuare e sfamare quanti più animali possibili, ma quel giorno non sono mai arrivati. Il personale li ha cercati per settimane assieme alle forze dell'ordine, sperando fossero ancora vivi e al sicuro, ma così non è stato.

Alcuni degli uccelli evacuati e messi al riparo all’interno delle abitazioni di staff e volontari
in foto: Alcuni degli uccelli evacuati e messi al riparo all’interno delle abitazioni di staff e volontari

Nel frattempo l'emergenza per gli animali rimasti al parco continua. Grazie ai numero aiuti economici e alimentari, staff e volontari stanno continuando accudire e soccorrere gli animali, portandogli da mangiare sotto le bombe o trasferendoli temporaneamente nelle proprie abitazioni. Per  leoni, tigri, orsi e altri grandi predatori che rischiavano l'eutanasia, l'evacuazione continua, come era già successo per un cucciolo di leone maltrattato, diversi primati e tantissimi altri animali, che hanno trovato rifugio a casa del fondatore Alexander Feldman o in altre strutture temporanee.

Felini e altri predatori che rischiavano l’eutanasia hanno trovato fortunatamente riparo in rifugi temporanei
in foto: Felini e altri predatori che rischiavano l’eutanasia hanno trovato fortunatamente riparo in rifugi temporanei

Molti altri animali sono invece morti sotto le bombe oppure fuggiti dai recinti danneggiati e molti di questi non sono più stati ritrovati. La città di Kharkiv, situata nel nord-est dell'Ucraina, è infatti tra quelle che hanno subito più danni e attacchi dall'inizio dell'invasione russa. I soccorritori stanno lavorando per aiutare i sopravvissuti e mettere in sicurezza diverse aree, ma dalle macerie continuano a emergere i corpi dei cittadini rimasti uccisi.