È vero che i pipistrelli si attaccano ai capelli?

E' vero che i pipistrelli si attaccano ai capelli? Facciamo chiarezza su questa comune credenza popolare e sui i motivi che hanno portato alla diffusione di questo falso mito anche in tempi moderni, con grave danno per la salute degli animali e dell'ambiente. Vediamo perché e come combattere il pregiudizio.

Entra nel nuovo canale WhatsApp di Kodami
26 Ottobre 2021
17:27
129 condivisioni
pipistrello nei capelli, foto copertina | Kodami
Stai leggendo Debunking bestiale non perderti altri contenuti di Kodami
Immagine

Dal Centro America al Sud Europa, dalla Malesia all'Italia, dove c'è un pipistrello ci sono donne e uomini dai capelli lunghi che arraffano in fretta sciarpe e foulard di fortuna per proteggersi dagli attacchi di questi mammiferi volanti. E' vero che i pipistrelli si attaccano ai capelli? La risposta non è scontata, e «ha più a che fare con la percezione umana che con le reali azioni dei pipistrelli», spiega Federica Pirrone, docente all'Università Statale di Milano e membro del Comitato scientifico di Kodami.

I pipistrelli attaccano l'uomo?

«La paura dei pipistrelli ingigantisce e distorce episodi che non hanno nulla a che fare con le reali intenzioni dell'animale», sottolinea l'etologa. Quella dei pipistrelli attratti dalla capigliatura umana è infatti una vera e propria bufala, una credenza popolare radicata e trasmessa di generazione in generazione. Ma come è nata questa paura? I pipistrelli appartengono alla stessa classe di vertebrati di cui fanno parte anche l'uomo e la scimmia ma rispetto ai cugini primati il pipistrello ha una capacità che lo contraddistingue da tutti: è l'unico mammifero in grado di volare.

"Chirottero" infatti è l'altro nome con cui è noto il pipistrello e in greco significa proprio "mani alate". Questa capacità fondamentale, unita ad abitudini predatorie prevalentemente notturne, ha reso i pipistrelli oggetto dell'attenzione di tutte le diverse culture con cui è venuto in contatto nel corso dei secoli. In Occidente la consacrazione definitiva nell'ambito della cultura di massa è giunta alle soglie del XX secolo con la diffusione delle leggende sui vampiri nel cinema e nella letteratura: la scena di Nosferatu che si trasforma in pipistrello per volare via e succhiare più agevolmente il sangue delle sue vittime ha contribuito non poco ad amplificare la diffidenza nei confronti di questo pacifico animale.

La fama di essere "assetato di sangue" è però immotivata e costruita sulla base delle suggestioni dell'uomo, dato che solo tre specie di pipistrello sulle oltre 110 esistenti si nutrono di sangue, e nessuna è ghiotta di quello umano. Persino l'imponente volpe volante malese (Pteropus vampyrus), un pipistrello dall'apertura alare di 1,5 metri, si nutre esclusivamente di frutta. Oltre a essere "vegano" il pipistrello è anche un amico dell'ambiente, spiega Pirrone: «I pipistrelli sono nostri alleati, utili per predare insetti infestanti come le zanzare, soprattutto in città, poiché fungono da pesticidi naturali: fanno bene sia all'ambiente e che alla nostra salute». Un orientamento condiviso anche dal comune romano di Fiumicino dove sono stati "arruolati" proprio i pipistrelli per combattere le infestazioni di zanzare, lo sì, ghiotte di sangue umano.

Come è nato il mito dei pipistrelli impigliati nei capelli

Questo alone di mistero in tempi recenti è stato amplificato dalle tante notizie sbagliate che periodicamente girano sui social. Ma non sono solo i video a essere distorti, è spesso proprio il pregiudizio umano a fare danni: «Quello dei pipistrelli che si impigliano nei capelli è un mito che si autoalimenta – chiarisce l'etologa – La credenza è legata al volo basso di questo animale mentre è impegnato nella ecolocalizzazione degli insetti. Succede in presenza di corsi acqua oppure anche in città, dove non raggiungono mai quote troppo alte, ma questa tendenza a volare a ridosso delle nostre teste crea la percezione di un attacco che in realtà non c'è mai stato».

Anche senza malafede, quindi, il nostro pregiudizio può dare vita a fake news che contribuiscono a creare un vero e proprio odio nei confronti di questi pacifici animali, oggi sempre più minacciati e a rischio di estinzione. Per fare fronte al problema in Europa, sin dal 1991, i pipistrelli sono tutelati dal programma Eurobats in quanto patrimonio comune, mentre in Italia sono diverse le leggi che proibiscono di catturarli o detenerli, nonché disturbarli o distruggere i loro rifugi. Il Ministero della Transizione Ecologica ha attivato persino una specifica sezione contro le "bufale" più comuni, allo scopo di combattere lo stigma che accompagna i chirotteri e salvaguardarne gli habitat.

La leggenda sulla tendenza dei pipistrelli ad attaccarsi ai capelli quindi è poco realistica, ma a qualcuno sarà pur successo di vivere questa brutta disavventura. «Si tratta di rischi del mestiere per ricercatori ed etologi sul campo – conferma Pirrone –  ma certamente si tratta di un brutto imprevisto anche per i pipistrelli!». Insomma, per evitare incontri troppo ravvicinati basta evitare di entrare in colonie popolate da migliaia di esemplari.

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social