26 Novembre 2023
9:00

È vero che i cani possono provare empatia verso gli esseri umani?

I cani possono percepire e condividere le emozioni degli esseri umani provando quindi empatia verso di loro. Sempre più studi e ricerche vanno in questa direzioni che fortifica ancora di più il legame che queste due specie hanno instaurato migliaia di anni fa.

Entra nel nuovo canale WhatsApp di Kodami
31 condivisioni
Membro del comitato scientifico di Kodami
Immagine

In apertura, è indispensabile chiarire che sì, esistono evidenze scientifiche che suggeriscono che i cani possono manifestare empatia verso gli esseri umani. L'empatia, definita come la capacità di percepire e condividere le emozioni altrui, sembra emergere anche nel rapporto tra cani e persone. Questa constatazione trova le sue radici non solo nelle osservazioni quotidiane dei legami tra cani e umani, ma anche in ricerche empiriche condotte nel campo della psicologia canina e dell'etologia.

Empatia

Partiamo dalla definizione del termine empatia, dal vocabolario Treccani:

s. f. [comp. del gr. ἐν «in» e -patia, per calco del ted. Einfühlung (v.)]. – In psicologia, in generale, la capacità di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva di un’altra persona, in modo immediato, prevalentemente senza ricorso alla comunicazione verbale. Più in partic., il termine indica quei fenomeni di partecipazione intima e di immedesimazione attraverso i quali si realizzerebbe la comprensione estetica.

L’essere in grado di comprendere lo stato emotivo dell’altro, ed essere influenzati da esso, ha certamente delle ragioni evoluzionistiche. Il vivere in gruppi sociali, ogni specie a suo modo, richiede questa abilità. Facciamo un esempio: se sto guardando una persona la quale sta a sua volta guardando dietro ad un ostacolo qualcosa che io non posso vedere e questa cambia il suo stato emotivo, per esempio mostra paura, ecco che non solo dal suo modo di comportarsi, dalla sua espressione – anche nei micro-movimenti – comprendo l’emozione che sta provando, ma posso esserne influenzato, pur continuando a non sapere cosa abbia visto.

Se dietro a quell’ostacolo c’è qualcosa di effettivamente pericoloso, o spaventoso, io sarò pronto ad agire grazie alla mia capacità empatica. L’empatia è anche quella facoltà cognitiva che ci fa emozionare quando guardiamo un attore al cinema, anche se sappiamo benissimo che lui sta recitando, simulando, uno stato emotivo non possiamo fare a meno di farci influenzare a livello emozionale (ovviamente se l’attore è bravo).

Molte persone hanno sperimentato con il loro cani gli effetti dell’empatia. Il nostro cambiamento emotivo viene notato e ha un effetto sul nostro compagno a quattro zampe. Aggiungiamo che il cane ha anche un olfatto estremamente sviluppato, migliaia di volte più del nostro, e questo gli conferisce una maggior sensibilità nella percezione dei nostri cambiamenti emozionali, che sono sempre accompagnati da cambiamenti biochimici, in sostanza cambia il nostro odore della pelle, del sudore, eccetera. C’è quindi l’odore della paura dell’uomo così come quello della gioia. In questo senso i cani hanno più frecce al loro arco per l’empatia rispetto a noi grazie a questa grande sensibilità percettiva.

Il lungo percorso co-evolutivo

La natura sociale del cane ha radici profonde nell'evoluzione. Il processo di convivenza con l’uomo, la domesticazione, ha modellato i cani e esseri umani in modo tale da renderli particolarmente sintonizzati l’un l’altro, promuovendo una sorta di sensibilità inter-specie. Questa sensibilità che diviene empatia, è una facoltà cognitiva che, per lungo tempo, si riteneva esclusiva dell'essere umano. E spesso si legge questo, facoltà che prima ritenevamo esclusive della nostra specie poi scopriamo approfondendo l’osservazione e la comprensione di ciò che ci sta attorno, che non è così, sono facoltà condivise.

Alcuni studi sulle capacità empatiche

Uno studio pubblicato sul journal "Animal Cognition”, per esempio, ha esplorato la reazione dei cani di fronte a persone che piangevano. I ricercatori hanno scoperto che i cani erano più propensi ad avvicinarsi e a mostrare comportamenti consolatori verso le persone in stato di disagio, rispetto a quelle che parlavano o cantavano. Questo suggerisce che i cani sono in grado di distinguere diverse emozioni umane e di rispondere in modo appropriato, ma non solo, anche di farsi influenzare, contaminare da queste.

Ma a ben guardare anche noi siamo in grado di percepire gli stati emotivi del nostro compagno e di reagire a questi, nel bene e nel male. Anche la ricerca condotta da Nagasawa et al., ha dimostrato che i cani sono capaci di riconoscere ed interpretare le espressioni facciali umane. Quando esposti a espressioni facciali positive o negative, i cani mostravano risposte emotive e comportamentali coerenti con l'emozione percepita.

Un profondo legame affettivo

Un ulteriore aspetto che merita attenzione è il ruolo del legame affettivo tra il cane e il suo compagno umano nel manifestare empatia. Alcuni studi suggeriscono che un legame più stretto può amplificare la capacità empatica del cane. L'educazione, la socializzazione e l'esperienza con gli esseri umani possono anche contribuire a sviluppare e a rafforzare la capacità empatica dei cani, esattamente come è per noi nei loro confronti.

Il tempo condiviso e i legami affettivi sono la chiave di uno sviluppo di questa facoltà. Vale anche tra esseri umani, e questo ci fa comprendere che se possedere una tale facoltà cognitiva sia da imputare alla nostre storie evoluzionistiche, svilupparle invece ha a che fare con l’esperienza, con la possibilità di interfacciarci con l’altro, con lo stare in relazione.

Inoltre, l’empatia canina può avere implicazioni significative nel campo della terapia assistita dagli animali. La capacità dei cani di percepire e rispondere alle emozioni umane è ciò che viene sfruttato per promuovere il benessere psicologico e fisico delle persone, soprattutto in contesti terapeutici o di supporto emotivo.

In conclusione

L’empatia è un fenomeno complesso che sembra attraversare le barriere tra specie. I cani, con la loro natura sociale e la loro capacità di sintonizzarsi sulle emozioni umane, rappresentano un prezioso esempio di come la co-evoluzione possa aver favorito l'emergere di comportamenti empatici interspecifici. Il campo della psicologia canina continua ad esplorare e a scoprire nuovi aspetti di questo affascinante fenomeno, promettendo ulteriori approfondimenti sulla comprensione delle dinamiche emotive condivise tra cani e umani.

Un campo sottile che va approfondito con delicatezza e sensibilità. Il nostro legame con i cani ha a che fare con dimensioni molto profonde che vanno fatte risalire ad un tempo lontano e banalizzare questo è un vero e proprio delitto.

Avatar utente
Luca Spennacchio
Istruttore cinofilo CZ
Ho iniziato come volontario in un canile all’età di 13 anni. Ho studiato i principi dell’approccio cognitivo zooantropologico nel 2002; sono docente presso diverse scuole di formazione e master universitari. Sono autore di diversi saggi.
Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social