10 Dicembre 2023
17:00

È vero che gli squali possono sentire una goccia di sangue a chilometri di distanza?

Gli squali non sono capaci di individuare una singola goccia di sangue a chilometri di distanza, anche se falsi miti e leggende affermano il contrario.

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squalo bianco
Gli squali bianchi, per paura delle orche, si sono spostanti in nuove aree

Gli squali sono predatori eccellenti che da sempre suscitano curiosità e timore nella mente umana. Si dice, infatti che siano capaci di percepire una goccia di sangue a chilometri di distanza. Ma quanto c'è di vero in questa affermazione? Mi dispiace deludervi, ma si tratta di un falso mito. Tuttavia, è comunque vero che questi animali sono dotati di un olfatto estremamente potente che si basa sulla presenza di particolari chiamati fosse nasali.

Come funziona l'olfatto degli squali?

L'olfatto degli squali rappresenta una caratteristica fondamentale per la loro sopravvivenza in quanto permette loro di cacciare le prede delle quali si nutrono. Questo straordinario senso, come accennato precedentemente, è mediato dalle fosse nasali. Queste, localizzate sul muso degli squali, costituiscono il fulcro del loro straordinario senso dell'olfatto. All'interno delle fosse nasali, infatti, si trovano membrane odorifere altamente specializzate che convogliano acqua in un piccolo canale dove sono situati abbondanti recettori noti come chemiorecettori.

Questi sono estremamente sensibili e capaci di rilevare tracce minime di sostanze chimiche disciolte nell'acqua. Quando gli squali nuotano attraverso il loro habitat, le molecole chimiche provenienti da fonti come ferite di prede o altre emissioni biologiche si legano ai recettori nelle fosse nasali. Questo processo consente agli squali di discernere odori specifici e di interpretare le informazioni ambientali necessarie per cacciare, evitare predatori e navigare efficacemente.

I limiti della percezione olfattiva degli squali

Nonostante la straordinaria sensibilità dell'olfatto degli squali, anche questo ha i suoi limiti. Esistono, infatti, diversi fattori che ne ostacolano l'efficienza. Tra questi rientrano quelli ambientali come la temperatura e la salinità dell'acqua, le quali possono influenzare la diffusione delle molecole chimiche nell'ambiente marino. Variazioni in questi parametri possono rendere più complessa l'identificazione di odori specifici o l'identificazione delle scie rilasciate da sostanze chimiche.

Tuttavia, anche la fisiologia degli squali stessi può giocare un ruolo nei limiti della loro percezione olfattiva. Ad esempio, alcune specie di squali potrebbero avere una maggiore sensibilità olfattiva rispetto ad altre, in base alle caratteristiche specifiche delle loro fosse nasali. Inoltre, fattori come l'età, lo stato di salute e il livello di attività dell'animale possono influenzare la sua capacità di percepire odori nell'acqua. Infine, c'è da dire che la presenza di altre sostanze chimiche nell'ambiente marino, come oli, nutrienti o altre emissioni biologiche, potrebbe essere d'intralcio per l'identificazione di determinato odori. La competizione tra diversi stimoli chimici, infatti, potrebbe rendere più difficile agli squali discriminare tra le varie fonti di odore.

Gli squali e l’odore di sangue: come è nata questa bufala?

Per tornare all'argomento principale, è bene specificare che il mito degli squali in grado di percepire una goccia di sangue umano a chilometri di distanza ha radici profonde nella cultura popolare, alimentato da rappresentazioni sensationalistiche nei media e nelle storie narrate nel corso del tempo. Tuttavia, ad oggi grazie a diversi studi sappiamo con certezza che nulla di tutto ciò che è stato raccontato è reale. Per attirare l'attenzione di uno squalo, infatti, non basta una singola goccia di sangue, bensì è necessario che la sua concentrazione sia di gran lunga più alta. Secondo alcuni studi, inoltre, gli squali sembrano essere più interessati agli odori associati al cibo che a una traccia di sangue umano, a meno che non sia presente in quantità considerevoli.

Nonostante la solidità scientifica di queste ricerche, il mito persiste, alimentato da narrazioni sensationalistiche nei media e da rappresentazioni cinematografiche che spesso enfatizzano il pericolo e il mistero legati agli squali. Questi esperimenti e studi contribuiscono a sgretolare il mito della goccia di sangue come un fenomeno esagerato e offrono una visione più accurata e basata sulla scienza del vero comportamento olfattivo degli squali.

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Alessia Mircoli
Dottoressa Magistrale in Biodiversità e Gestione degli Ecosistemi
Sono laureata in Biodiversità e Gestione degli Ecosistemi e la divulgazione scientifica è la mia passione. Durante il mio percorso ho scoperto il mondo del giornalismo scientifico e ho capito che è la mia strada. Sono estremamente affascinata dalla natura e da tutto ciò che ne fa parte, credo nell’importanza di diffondere un’informazione corretta sugli animali e l’ambiente.
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