Ci siamo, puntuali come ogni anno le tartarughe marine Caretta caretta hanno iniziato a deporre le loro uova sulle spiagge italiane. I primi tre nidi della stagione arrivano dalla Sicilia e dalla Campania: il primo in assoluto è stato segnalato sull'isola di Linosa, sulla spiaggia di Pozzolana di Ponente, il secondo è stato rinvenuto sulla spiaggia di Randello, Ragusa, mentre il terzo è stato scovato a Castel Volturno, Caserta, grazie a un ultraleggero utilizzato appositamente per i monitoraggi di questo tratto di costa.

Da questo momento in poi esperti, associazioni e volontari monitoreranno e proteggeranno tutti i nidi italiani che da qui ad agosto verranno segnalati. Ogni femmina di Caretta caretta depone mediamente tra le 100-150 uova della dimensione di una pallina da ping pong e le seppelliscono accuratamente sotto la sabbia. Ripeterà quest'operazione più volte durante questi mesi, che essendo anche quelli più "intensi" per la stagione balneare sono, purtroppo, anche quelli più rischiosi.

Anche perché le piccole uova sotto la sabbia, in base soprattutto alla temperatura ambientale, impiegano almeno 40 giorni per schiudersi, per cui l'intera stagione riproduttiva coincide esattamente col periodo di maggiore affollamento delle spiagge. Proprio per questo i nidi dei rettili marini hanno bisogno di tutto l'aiuto possibile per essere protetti da schiacciamento, compattamento della sabbia, ombrelloni e mezzi pesanti.

Fortunatamente in ogni regione ci sono organizzazioni e associazioni che organizzano ogni anno monitoraggi e sorveglianza dei nidi. In Campania, per esempio, c'è il progetto Caretta in Vista coordinato dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. I volontari, insieme agli esperti e ai ricercatori, per tutta l'estate andranno alla ricerca di tracce di tartarughe sulle spiagge e presidieranno i nidi fino al momento della schiusa delle uova.

Tutti possono partecipare, sia i turisti che i residenti, e l'obiettivo, oltre al monitoraggio, è anche quello di informare, sensibilizzare e coinvolgere quante più persone possibile, tra cui gli esercenti balneari, i bagnini, i sorveglianti notturni, in modo che siano preparati nel caso una tartaruga dovesse risalire la spiaggia per nidificare. La tartaruga marina comune (Caretta caretta) è la specie più conosciuta ed è diffusa in molti mari del mondo, compreso appunto il Mediterraneo.

È una specie a rischio che ha subito un forte calo delle popolazioni negli ultimi anni, ma grazie a numerosi progetti di conservazione sta ritornando a nidificare lungo le coste sabbiose, comprese quelle italiane. Globalmente è considerata Vulnerabile dalla IUCN, ma anno dopo anno il numero di nidi pare stia fortunatamente crescendo su tutte le nostre coste. Lo scorso anno i nidi italiani segnalati erano stati in totale ben 244, la maggior parte di questi localizzati in Calabria, Sicilia e Campania.

Quanti saranno i nidi quest'anno? Non ci resta che attendere e sperare di poter spostare ancora più su l'asticella, la stagione dei nidi delle tartarughe marine è appena iniziata.